Il Tirreno

Lucca

Lucca incanta anche Uto Ughi

Rossella Lucchesi
Uto Ughi
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Uto Ughi

Ha incantato le platee dei teatri di tutto il mondo con le melodie del suo violino. Ama la nostra città che ha più volte visitato ed elogia Andrea Colombini per il suo impegno in campo musicale.  Nei giorni scorsi a Lucca per il concerto d'archi dei Solisti Veneti, Uto Ughi non ha mancato di mostrare grande apprezzamento per la città

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Ha incantato le platee dei teatri di tutto il mondo con le melodie del suo violino. Ama la nostra città che ha più volte visitato ed elogia Andrea Colombini per il suo impegno in campo musicale.  Nei giorni scorsi a Lucca per il concerto d'archi dei Solisti Veneti, Uto Ughi non ha mancato di mostrare grande apprezzamento per la città.  Ammira lo scenario della basilica di San Frediano e dichiara di preferire realtà provinciali alle grandi metropoli dove tutto è elevato all'ennesima potenza e governato da lobbye che spesso condizionano le scelte culturali.  «L'arte, dice, nasce come spirito libero e nessuno ha il diritto di tarparle le ali e modificarne la rotta. Quella di Lucca è una realtà che si rifà alle antiche tradizioni e che non ha bisogno di grandi spazi per dimostrare la sua levatura».  Cosa si potrebbe fare per migliorare l'offerta musicale a Lucca? «Non sono al corrente dei progetti circa i tanti musicisti che qui sono nati e vissuti, ma apprezzo molto l'operato di Colombini col quale ho spesso collaborato, un vero vulcano che si spende al massimo per divulgare la musica impegnata e che meriterebbe maggiore riconoscenza. Il riferimento naturalmente è a Puccini, ma anche a Boccherini, Catalani, Luporini ed altri che secondo Uto Ughi dovrebbero essere maggiormente valorizzati, magari con un calendario annuale.  «E forse anche un festival di qualità che tenga alta l'attenzione del pubblico in ogni stagione».  Quali sono i motivi che impediscono la realizzazione di tanti progetti? «Spesso i costi degli eventi da gestire con risorse sempre più risicate, anche se passione e sacrificio insieme alla collaborazione di chi vede la musica come un mezzo ideale per la crescita spirituale e intellettiva talvolta possono compiere veri miracoli.  «Consentendo a tutti di conoscere lo straordinario universo musicale, ma soprattutto tramandando ai giovani una tradizione che si rinnova nel tempo. Che ha radici profonde nella vostra città, da salvaguardare ad ogni costo. Così come anche i vostri splendidi monumenti, patrimonio inestimabile da tenere sempre sotto la lente d'ingrandimento affinchè tutto venga preservato dagli attacchi del tempo».

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