Il Tirreno

Lucca

L'ultima assemblea

L'ultima assemblea

Libertas verso la liquidazione

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Da una parte la possibilità di costituire una società ex novo con il rientro della famiglia Maestrelli che per 15 anni (dal 1984 al 1999) ha diretto la Lucchese portandola dalle nebbie della C2 sino a un passo dalla serie A (sesto posto nelle stagioni 1990-91 e 1995-96). Dall'altra il triste epilogo dell'As Lucchese Libertas 1905 con la ormai certa messa in liquidazione della società da parte della Nice srl di Genova che - almeno sulla carta (ma della vicenda si occupa l'autorità giudiziaria) - detiene l'80% del pacchetto azionario (il 20% è dell'ex patron Giuliano Giuliani). Perchè nell'assemblea dei soci di mercoledì l'amministratore unico Giuseppe Bulleri staccherà la spina portando i libri in tribunale. I debiti ammontano a circa 1,6 milioni e l'unica fonte di reddito è rappresentata dalla vendita dei terreni agricoli a San Donato su cui grava un mutuo acceso su un istituto di credito (Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno) e ancora da pagare. A detta dell'avvocato Marco Gianfranceschi, rappresentante della Nice, la società proverà a chiedere al tribunale fallimentare il concordato preventivo per soddisfare almeno in parte i creditori (giocatori, staff tecnico, fornitori) e la banca che ha concesso il mutuo anticipando il denaro. Se il concordato verrà concesso bene, altrimenti si andrà verso il fallimento. Nella prima ipotesi non è da escludere - come accadde ai tempi di Fouzi Hadj prima della declaratoria fallimentare - il tentativo della Nice di tenere in vita la vecchia Libertas iscrivendola magari a un campionato dilettantistico (Seconda o Terza Categoria) per mantenere vivo nome e marchio in modo poi da poterlo rivendere successivamente a terzi interessati. Se non fosse possibile, per il sopraggiungere della dichiarazione di fallimento, il simbolo della Pantera rampante e il nome As Lucchese Libertas 1905 andranno a far parte - esattamente come tre anni orsono - della voce «attività» facendo in modo che il curatore nominato dal tribunale possa venderlo assieme al miglior offerente nell'asta fallimentare racimolando alcune decine di migliaia di euro che finirebbero nelle tasche dei creditori ammessi al concordato preventivo. Nell'aprile 2008 Giuliano Giuliani si riprese marchio e nome (assieme a un paio di vecchi furgoncini e lavatrici industriali) sborsando alla curatela 50mila euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web