Toscana
Badante eredita 400mila euro ma il testamento era falso
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LUCCA. Era accusata di aver guidato la mano dell'anziana che accudiva mentre la nominava erede universale dei suoi beni: oltre 400mila euro tra appartamenti e somme di denaro depositate in un istituto di credito. Ma quel testamento è stato ritenuto falso e cancellato di fatto dalla sentenza del giudice Mario Profeta che ha condannato la donna - Carmela Russo, 62 anni - a due anni e mezzo di reclusione senza i benefici di legge per falsità materiale nella stesura dell'atto testamentario fatta in modo da escludere dall'eredità il fratello e la sorella dell'anziana. Non solo. Il giudice ha trasmesso gli atti al pubblico ministero perchè valuti la posizione di due testimoni che, per il tribunale, avrebbero giurato il falso. La vicenda risale alla primavera 2009 quando alla morte di Clara Asmara Santini, l'ultraottantenne di Porcari che la badante accudiva da tempo, salta fuori un testamento olografo - di cui non erano a conoscenza i parenti della pensionata - depositato in uno studio notarile all'Arancio. Tra lo stupore dei fratelli della vittima l'intero patrimonio - un immobile con annesso garage a S. Anna del valore di oltre 200mila euro e 195mila euro in contanti accumulati in varie forme sul conto corrente di una banca - finisce alla badante. I due fratelli chiedono e ottengono la copia del testamento e la sottopongono all'esame di un perito calligrafico che lo giudica palesemente falso. A quel punto parte un esposto alla procura e il sostituto procuratore Fabio Origlio attraverso le Fiamme Gialle fa sequestrare il testamento e cita a giudizio la badante che, anche durante il processo, ha sempre negato ogni addebito.
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