Attenzione
Sino a martedì Russo incontra gli imprenditori per capire se ci sono i margini per liscrizione alla D
Lucchese, il futuro resta incerto
Luca Tronchetti
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Egiziano Maestrelli e la moglie (vip) Pronto un piano B per ripartire dall'Eccellenza con forze locali
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LUCCA. Un imprenditore edile della Versilia, un paio di titolari di aziende di medio livello, il sindaco del comune di Capannori, Giorgio Del Ghingaro. Il «maratoneta» Bruno Russo - emissario della famiglia Maestrelli - concluderà la prima parte della sua «mission» martedì pomeriggio. Riccardo Maestrelli quel giorno partirà per le ferie e vuol esser ragguagliato della situazione. Se ci saranno le condizioni per andare avanti nel tentativo di iscrivere la costituenda società nella serie D in sovrannumero bene altrimenti si batteranno altre strade e Lucca calcistica dovrà ripartire dall'Eccellenza. Una prospettiva tutt'altro che rassicurante, ma al momento realistica visto che, al di là del presidente dei giovani industriali Nicola Giannecchini, in otto giorni di colloqui, incontri, consultazioni, rassicurazioni, nessun altro industriale ha aderito al progetto triennale di rifondazione rossonera. Davvero desolante e deprimente. Il segnale di una crisi profonda a tutti i livelli, di un decadentismo latente che non risparmia niente e nessuno e dove il senso del dovere e della responsabilità lascia spazio alla ricerca del «salvatore della patria» che venga da fuori e risolva come d'incanto i problemi che affliggono, in questo caso, la gloriosa squadra cittadina. C'è chi crede che alla fine la famiglia Maestrelli ceda e in cambio di qualche sponsorizzazione si prenda il 100% togliendo le castagne dal fuoco all'imprendioria locale. E c'è anche chi spera in un colpo di coda della politica. Che sinora si è mossa con difficoltà: prima senza riuscire ad evitare la mancata iscrizione alla Prima Divisione e adesso senza riuscire a coinvolgere nel progetto, che vede di nuovo la famiglia Maestrelli sulla tolda di comando, un gruppo di industriali cartari o edili. Domani torna dalle ferie il sindaco Mauro Favilla che, grazie all'assist fornito dalla Confcommercio, potrebbe rispolverare l'idea di un «contributo annuale» da devolvere alla squadra di calcio rappresentativa della città attraverso nuovi stalli a pagamento nel centro cittadino. Con 200 nuovi stalli e almeno la metà degli introiti alla nuova Lucchese si assicurerebbe al club una cifra annua intorno ai 400mila euro. Ma i tempi comunque non sarebbero celeri. C'è la politica in fermento, la crisi di giunta dietro l'angolo, difficoltà a non finire in tanti settori della vita cittadina e non è così sicuro che il consiglio comunale voterebbe unito per elargire contributi a una squadra di calcio che militerà in un campionato dilettantistico privo di qualsivoglia visibilità. Riccardo Maestrelli è stato chiaro sin dal primo giorno: «Siamo pronti a far calcio e a prenderci il 60% e anche di più a prescindere dalla categoria (serie D o Eccellenza), ma solo se 3-4 imprenditori locali siederanno con noi in società». Egiziano e sua moglie - assieme ai «padri nobili» dell'operazione Pino Vitale ed Enrico Castellacci - hanno entusiasmo e volontà, ma non prescindono dall'impegno in solido (dividersi i ricavi, ripianare le perdite) dell'industria e del commercio lucchese. Non siamo così convinti che alla famiglia Maestrelli sia sufficiente l'impegno del sindaco e degli sponsor a racimolare 6-700mila euro all'anno per far andare avanti un progetto a lunga scadenza senza però la presenza dell'imprenditoria lucchese nella compagine sociale. Russo però non demorde e sino a martedì crede ancora nella possibilità di ripartire dalla A dei dilettanti.
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