Italia
Multe, le code si allungano
Nadia Davini
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Col solleone o con la pioggia la situazione è sempre la stessa: in fila all'aperto in attesa di un chiarimento, di una spiegazione o della soluzione di un problema prolungato nel tempo. È il paradossale destino dei multati in fila per ore fuori dallo sportello reclami dei Vigili Urbani.
C'è chi è residente e chi non abita in centro storico. C'è chi ha multe per divieto di sosta, chi per eccesso di velocità, chi per non aver visto la segnaletica relativa alla Ztl. Ma quasi sempre il punto in questione è uno: i varchi telematici.
92,50 euro di contravvenzione e c'è chi ne ha collezionate a sacchettate piene, arrivando a cifre complessive di ben oltre i mille euro. Nella gente in fila davanti al comando in piazzale S. Donato si vede gente che sbuffa, polemizza e attende il suo turno col volto cupo.
«È la terza volta che vengo - spiega Nebojsa Maric, - ed è la terza volta che mi trovo in coda». Non va meglio ad un'altra signora che lavora in centro storico: «Ho il permesso per entrare in città per andare a lavoro - spiega -.
In una settimana mi sono arrivate cinque multe. Non so che pensare e soprattutto non capisco il motivo, visto che ho sempre rispettato il percorso consigliato». Intanto la fila si ingrossa e gli animi iniziano a scaldarsi. Le carenze di personale del Corpo dei vigili non consente di mettere a disposizione altre forze e l'amministrazione comunale non sembra proprio volersi fare carico della situazione: né per le multe palesemente sbgaliate, né per il servizio offerto al front office.
Servirebbero più persone a rispondere, più giorni e più ore di apertura e ambienti adeguati. Ma a Palazzo Orsetti non sembrano proprio interessati ai disagi dei cittadini, segnalati più volte e oggetto anche di interventi, vani, da parte delle forze politiche e dei consiglieri comunali.
Al momento i giorni in cui lo sportello è aperto sono solo due, martedì e venerdì dalle 9 alle 13; nell'ufficio non c'è spazio per sedersi, ma neanche per stare in piedi. C'è in genere un unico sportello, raramente sono due. «Di solito a dare chiarimenti ci mettono quindici, venti minuti a persona - spiega Gianfranco Giannasi, che non risiede in centro storico, ma ha il permesso per entrare in città -.
A volte è successo che le persone abbiano fatto la fila per niente. E se provi a chiamare il numero di telefono dell'ufficio non risponde mai nessuno, per cui sei costretto a venire di persona e perdere mattinate intere. Ho un regolare permesso per portare mia figlia alla scuola elementare "Pascoli" in piazza Santa Maria Bianca.
Mi sono arrivate quattro multe: è inutile che vengano segnati i percorsi preferenziali, se poi Porta Santa Maria è rimasta chiusa per un mese e mezzo per lavori. Da dove dovevo passare? Porta San Jacopo due volte a settimana viene chiusa per il mercato: chi deve accedere in città come fa a rispettare il percorso indicato?». Arriva una signora, residente in centro storico.
Ha un sacchetto pieno di multe: ne ha collezionate a decine da marzo ad oggi, nonostante il regolare permesso. Il motivo? Semplice: Metro ha sbagliato a riportare il numero di targa, invertendo due lettere. Le conseguenze sono economicamente pesanti: la signora si è accorta dell'errore solo a maggio, quando ormai i varchi erano già in funzione da due mesi.
«Sono subito andata alla Metro - racconta - e mi hanno assicurato che avrebbero provveduto a correggere l'errore e che per le multe non mi sarei dovuta preoccupare. Le contravvenzioni invece sono arrivate: abito in centro, entro ed esco di continuo, tavolta faccio più di un giro per trovare parcheggio.
La prima volta che sono andata all'ufficio dei vigili mi è stato detto che le multe sarebbero state cancellate. L'altro giorno, invece, hanno cambiato versione, dicendomi che devo fare ricorso. Altro tempo perso, nuove file, altri soldi da spendere».
Nel mirino c'è comunque la Ztl. Dario Morelli, fiorentino, è in fila per reclamare per le multe ricevute. «Sono venuto a Lucca sei volte per visite mediche - spiega -. Entrando da Porta Elisa, non ho mai visto il cartello relativo all'inizio della Ztl. Ho capito dell'esistenza dei varchi telematici solo quando mi sono arrivate le multe: sei in totale.
Ma in via Elisa il cartello della Ztl è posto proprio sull'incrocio in una zona, tra l'altro, laterale. Chi non sa dei varchi non può vederlo. A Firenze, ad esempio, esiste tutta una segnaletica a led che indica in modo visibile l'attivazione del varco».
C'è chi è residente e chi non abita in centro storico. C'è chi ha multe per divieto di sosta, chi per eccesso di velocità, chi per non aver visto la segnaletica relativa alla Ztl. Ma quasi sempre il punto in questione è uno: i varchi telematici.
92,50 euro di contravvenzione e c'è chi ne ha collezionate a sacchettate piene, arrivando a cifre complessive di ben oltre i mille euro. Nella gente in fila davanti al comando in piazzale S. Donato si vede gente che sbuffa, polemizza e attende il suo turno col volto cupo.
«È la terza volta che vengo - spiega Nebojsa Maric, - ed è la terza volta che mi trovo in coda». Non va meglio ad un'altra signora che lavora in centro storico: «Ho il permesso per entrare in città per andare a lavoro - spiega -.
In una settimana mi sono arrivate cinque multe. Non so che pensare e soprattutto non capisco il motivo, visto che ho sempre rispettato il percorso consigliato». Intanto la fila si ingrossa e gli animi iniziano a scaldarsi. Le carenze di personale del Corpo dei vigili non consente di mettere a disposizione altre forze e l'amministrazione comunale non sembra proprio volersi fare carico della situazione: né per le multe palesemente sbgaliate, né per il servizio offerto al front office.
Servirebbero più persone a rispondere, più giorni e più ore di apertura e ambienti adeguati. Ma a Palazzo Orsetti non sembrano proprio interessati ai disagi dei cittadini, segnalati più volte e oggetto anche di interventi, vani, da parte delle forze politiche e dei consiglieri comunali.
Al momento i giorni in cui lo sportello è aperto sono solo due, martedì e venerdì dalle 9 alle 13; nell'ufficio non c'è spazio per sedersi, ma neanche per stare in piedi. C'è in genere un unico sportello, raramente sono due. «Di solito a dare chiarimenti ci mettono quindici, venti minuti a persona - spiega Gianfranco Giannasi, che non risiede in centro storico, ma ha il permesso per entrare in città -.
A volte è successo che le persone abbiano fatto la fila per niente. E se provi a chiamare il numero di telefono dell'ufficio non risponde mai nessuno, per cui sei costretto a venire di persona e perdere mattinate intere. Ho un regolare permesso per portare mia figlia alla scuola elementare "Pascoli" in piazza Santa Maria Bianca.
Mi sono arrivate quattro multe: è inutile che vengano segnati i percorsi preferenziali, se poi Porta Santa Maria è rimasta chiusa per un mese e mezzo per lavori. Da dove dovevo passare? Porta San Jacopo due volte a settimana viene chiusa per il mercato: chi deve accedere in città come fa a rispettare il percorso indicato?». Arriva una signora, residente in centro storico.
Ha un sacchetto pieno di multe: ne ha collezionate a decine da marzo ad oggi, nonostante il regolare permesso. Il motivo? Semplice: Metro ha sbagliato a riportare il numero di targa, invertendo due lettere. Le conseguenze sono economicamente pesanti: la signora si è accorta dell'errore solo a maggio, quando ormai i varchi erano già in funzione da due mesi.
«Sono subito andata alla Metro - racconta - e mi hanno assicurato che avrebbero provveduto a correggere l'errore e che per le multe non mi sarei dovuta preoccupare. Le contravvenzioni invece sono arrivate: abito in centro, entro ed esco di continuo, tavolta faccio più di un giro per trovare parcheggio.
La prima volta che sono andata all'ufficio dei vigili mi è stato detto che le multe sarebbero state cancellate. L'altro giorno, invece, hanno cambiato versione, dicendomi che devo fare ricorso. Altro tempo perso, nuove file, altri soldi da spendere».
Nel mirino c'è comunque la Ztl. Dario Morelli, fiorentino, è in fila per reclamare per le multe ricevute. «Sono venuto a Lucca sei volte per visite mediche - spiega -. Entrando da Porta Elisa, non ho mai visto il cartello relativo all'inizio della Ztl. Ho capito dell'esistenza dei varchi telematici solo quando mi sono arrivate le multe: sei in totale.
Ma in via Elisa il cartello della Ztl è posto proprio sull'incrocio in una zona, tra l'altro, laterale. Chi non sa dei varchi non può vederlo. A Firenze, ad esempio, esiste tutta una segnaletica a led che indica in modo visibile l'attivazione del varco».
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