Sicurezza
Oggi l’incontro tra il presidente del Banco Popolare e gli amministratori locali
Cassa, allarme nei sindacati per l'autonomia e l'occupazione
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Non piace ai sindacati bancari il progetto di fusione che toglie autonomia alla Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno. Temono anche smantellamenti e ripercussioni sui posti di lavoro e, sapendo che oggi il presidente del Banco Popolare, Fratta Pasini, sarà a Lucca per un confronto con gli amministratori locali, invitano le istituzioni ad impegnarsi a sostegno del credito locale e dei lavoratori della Cassa. Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil vedono «fortemente riduttivo il ruolo assegnato alle strutture della Cassa con impatti negativi, in termini di sostegno creditizio al tessuto economico toscano e di rischi occupazionali sul territorio.
L'operazione, per quanto consenta importanti vantaggi economici e fiscali a Banco Popolare, derivanti in primis dal taglio dei costi degli organi societari, consente sicuri effetti positivi sulle potenzialità del gruppo, ma preoccupa oltremodo per le modalità organizzative con cui si progetta di realizzarla: la Cassa sarà l'unica banca incorporata che non costituirà una specifica divisione territoriale». Per i sindacati la riorganizzazione rappresenta un forte ridimensionamento del ruolo della Cassa: «La scelta appare inspiegabile anche alla luce del fatto che la Carilupili rappresenta una delle realtà più importanti in termini occupazionali ed economici (produttività e reddittività pro-capite più alti) in Toscana e nel gruppo Banco Popolare. L'aggregazione delle 230 filiali della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno nella Divisione Banca Popolare di Lodi, disperde il valore del radicamento territoriale che si esprime con il presidio del processo di gestione del credito alle famiglie ed alle piccole imprese, con l'attenzione di cui il particolare contesto economico toscano ed umbro necessitano».
Altrettanto preoccupanti per i sindacati le ricadute occupazionali del progetto che «prevedendo a Lucca soltanto una sub-direzione territoriale, non chiarisce quale debba essere il futuro della attuale direzione generale di Lucca, che occupa circa 130 persone. Quanti dei 650 esuberi a livello di gruppo derivanti dal progetto, aggiuntivi ai 1100 circa del piano industriale, interesseranno direttamente la Cassa? Quale futuro ci sarà per il Polo di Guamo sul quale, al di là di generiche dichiarazioni di investimento, non si è mai definito un chiaro progetto di potenziamento? Quale soprattutto sarà il futuro della rete della cassa, che in un quadro di desolante e crescente dichiarazione di esuberi, continua incredibilmente ad essere lasciata sguarnita del necessario personale, con enormi difficoltà a fornire un apprezzabile servizio alla clientela?».
I sindacati chiedono quindi un ripensamento del ruolo assegnato alla Toscana nel progetto di "Banca Unica", «con significative funzioni decentrate per mantenere il radicamento territoriale e per valorizzare le professionalità esistenti, con un piano chiaro di investimento sullo sviluppo della rete e del Polo di Guamo».
L'operazione, per quanto consenta importanti vantaggi economici e fiscali a Banco Popolare, derivanti in primis dal taglio dei costi degli organi societari, consente sicuri effetti positivi sulle potenzialità del gruppo, ma preoccupa oltremodo per le modalità organizzative con cui si progetta di realizzarla: la Cassa sarà l'unica banca incorporata che non costituirà una specifica divisione territoriale». Per i sindacati la riorganizzazione rappresenta un forte ridimensionamento del ruolo della Cassa: «La scelta appare inspiegabile anche alla luce del fatto che la Carilupili rappresenta una delle realtà più importanti in termini occupazionali ed economici (produttività e reddittività pro-capite più alti) in Toscana e nel gruppo Banco Popolare. L'aggregazione delle 230 filiali della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno nella Divisione Banca Popolare di Lodi, disperde il valore del radicamento territoriale che si esprime con il presidio del processo di gestione del credito alle famiglie ed alle piccole imprese, con l'attenzione di cui il particolare contesto economico toscano ed umbro necessitano».
Altrettanto preoccupanti per i sindacati le ricadute occupazionali del progetto che «prevedendo a Lucca soltanto una sub-direzione territoriale, non chiarisce quale debba essere il futuro della attuale direzione generale di Lucca, che occupa circa 130 persone. Quanti dei 650 esuberi a livello di gruppo derivanti dal progetto, aggiuntivi ai 1100 circa del piano industriale, interesseranno direttamente la Cassa? Quale futuro ci sarà per il Polo di Guamo sul quale, al di là di generiche dichiarazioni di investimento, non si è mai definito un chiaro progetto di potenziamento? Quale soprattutto sarà il futuro della rete della cassa, che in un quadro di desolante e crescente dichiarazione di esuberi, continua incredibilmente ad essere lasciata sguarnita del necessario personale, con enormi difficoltà a fornire un apprezzabile servizio alla clientela?».
I sindacati chiedono quindi un ripensamento del ruolo assegnato alla Toscana nel progetto di "Banca Unica", «con significative funzioni decentrate per mantenere il radicamento territoriale e per valorizzare le professionalità esistenti, con un piano chiaro di investimento sullo sviluppo della rete e del Polo di Guamo».
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