Il Tirreno

Lucca

Bar chiusi? «C'è poca gente»

Barbara Antoni
Un bar vuoto (archivio) e a sinistra Ragghianti
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Un bar vuoto (archivio) e a sinistra Ragghianti

Le categorie: «Di sera si sta aperti solo se c'è lavoro»

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 LUCCA. Bar chiusi presto la sera. Anche alle 20, e nel pieno centro storico, con lo stupore (e il disappunto) dei turisti. Ma il motivo per la precoce serrata c'è, spiegano le categorie. «È che si chiude se non c'è convenienza a stare aperti. Anche nel centro storico e anche d'estate la convenienza può non esserci, perché, eventi e serate del festival a parte, anche con il clima caldo il salotto buono lucchese è poco frequentato», spiegano infatti.  La pensano pressoché nei medesimi termini Confesercenti e Ascom, rispettivamente con il presidente della categoria dei pubblici esercizi Enrico Ragghianti e con il presidente della commissione centro storico Giovanni Martini.  «Ci sono bar - spiega Ragghianti - che lavorano prevalentemente con le colazioni. Quindi aprono presto la mattina e la sera preferiscono chiudere. Ovvio, tutti i bar potrebbero lavorare la sera se in centro venisse gente di ogni tipo, ma ormai non è più come una volta. I residenti sono per larga parte anziani. Il lavoro, per i pubblici esercizi, è molto cambiato in città». In generale, secondo Ragghianti, il problema di fondo è che i pubblici esercizi lavorano meno, anche in estate. «Il Summer festival porta gente, e quindi lavoro - ammette il responsabile dei pubblici esercizi di Confesercenti -, ma non cancella il problema di fondo, che è la crisi. E la crisi porta la gente a spendere meno. Bar e altri esercizi lavorano meno perché la capacità di spesa è minore, anche per le piccole cose. La crisi si sente più ora che due anni fa, quando era conclamata. Chissà se si tornerà ai livelli del passato».  Secondo Ragghianti, a mettere in difficoltà i pubblici esercizi ci sono anche «i negozi di vicinato, ormai aprirne di nuovi è diventata una moda. Hanno la pretesa di svolgere attività come i pubblici esercizi e quindi fanno loro concorrenza. Chissà quanti di questi negozi di vicinato supereranno l'inverno, dato che anche fra i negozi tradizionali ce ne sono tanti in sofferenza. È il libero mercato, e su questo niente da dire. Ma credo che, all'interno del mercato, ognuno debba rispettare le regole e quindi anche i negozi di vicinato. I pubblici esercizi hanno impegni e doveri molto superiori, se non altro per il bagno, che in questo periodo viene richiesto da molte persone».  Secondo Martini, se un bar chiude presto la sera «probabilmente è perché non c'è convenienza a stare aperto. Un bar sta aperto quando lavorare rende. Ci sono locali nel centro storico per i quali dopo cena non ci sono i presupposti per stare aperti. Oggi la città è molto meno frequentata che in passato, e luglio è comunque un mese dei migliori, grazie al turismo e al Summer festival, che quest'anno ha portato in città molta più gente dell'anno scorso». Summer festival o altri eventi sono comunque occasioni sporadiche per venire nel centro storico, per il presidente della commissione di Ascom. Il problema è che «i lucchesi ormai in centro vengono pochissimo. Con questi presupposti bisogna lavorare anche per migliorare il livello dell'inverno: il prossimo non può essere come quello passato».  Ascom, dice Martini, è pronto a fare la sua parte per incentivare gli abitanti a frequentare il centro. Ma anche l'amministrazione comunale, sottolinea, deve contribuire, «con nuove aree di sosta, con la sosta gratuita in alcune fasce orarie di alcuni giorni della settimana normalmente considerati "morti". Se vedremo una partecipazione del Comune in questo senso, saremo disposti ad ascoltarlo».

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