Finanza
Un progetto del Comune di Capannori con il suo centro di ricerca Rifiuti Zero e il Ceseca
Ora la scarpa diventa ecologica
L'obiettivo: usare vecchie calzature per produrre nuovi esemplari
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CAPANNORI. Il progetto è chiaro e semplice: costruire scarpe dalle scarpe. Scarpe nuove utilizzando scarpe usate riciclate: è il progetto al quale stanno lavorando il centro di ricerca Rifiuti Zero insieme alla stessa amministrazione comunale. Circa il 20% del rifiuto indifferenziato prodotto a Capannori, spiega infatti il Comune, è costituito da scarpe. Un dato sul quale il centro Rifiuti Zero, che ha avviato uno studio sui materiali presenti nei sacchetti del residuo conferiti a Salanetti, insieme all'amministrazione comunale e al Ceseca lavorerà per trovare soluzioni alternative alla calzatura classica, studiando così una scarpa ecologica. Un tema al centro dell'incontro al Ceseca di Segromigno in Monte tra Maurizio Vellutini (assessore alle attività produttive), Daniele Del Grande (direttore del Ceseca) e Rossano Ercolini, coordinatore di Rifiuti Zero, con un componente, Luca Roggi. «Capannori - spiega l'assessore Vellutini -, sede di uno dei più importanti distretti calzaturieri, potrebbe essere il Comune capofila di un nuovo progetto sperimentale per lo studio di una scarpa ecologica. Una scarpa, cioè, facilmente riparabile e riutilizzabile, prodotta con materiali e processi di lavorazione naturali ed ecocompatibili. L'occasione per l'avvio del progetto sperimentale sarà il polo tecnologico di Segromigno che sarà ultimato entro l'anno. Al suo interno conviveranno i laboratori del Ceseca e l'attività di Rifiuti Zero. Il momento potrebbe essere proprio quello giusto, poiché in Europa sta emergendo un filone produttivo di calzature ecocompatibili e l'Unione Europea, anche per favorire lo sviluppo di queste calzature a produzione locale, interverrà con finanziamenti mirati. La produzione di scarpe ecologiche potrebbe essere una produzione di nicchia, in grado di favorire la nascita di nuove imprese del territorio sempre che il prodotto sia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello economico creando così nuove opportunità di lavoro per i giovani». La collaborazione tra Ceseca e Rifiuti Zero, continua Vellutini, «interessa particolarmente l'amministrazione perché sarebbe un primo importante esempio di come per ridurre i rifiuti si può intervenire a monte andando a incidere sul processo produttivo di uno dei nostri più importanti distretti, quello calzaturiero. Il nostro Comune, così come ha già fatto con la strategia Rifiuti Zero, vuole essere tra i primi a far parte di questo nuovo modo di concepire i processi produttivi, una linea di pensiero di cui si parlerà a giorni a San Diego, in California, in un incontro della Crra, la più importante associazione per il recupero e il riciclo degli Usa, alla quale è stato invitato a partecipare il nostro coordinatore del centro Rifiuti Zero Rossano Ercolini».
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