Il Tirreno

Lucca

Il presidente si astiene e il collegio cambia con il rischio di far ripartire daccapo un processo per violenza sessuale su una minorenne

Giudice sostituito alla vigilia della sentenza

Giudice sostituito alla vigilia della sentenza

Nei confronti dell'imputato il pubblico ministero aveva chiesto 17 anni di reclusione

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Era attesa per ieri pomeriggio la sentenza di un processo iniziato alcuni anni fa che vede alla sbarra un ex autista accusato di violenza sessuale su una minorenne e nei cui confronti il pm ha chiesto 17 anni di reclusione. Ma a sorpresa il presidente del collegio è stato sostituito da un altro giudice. Il motivo? Una richiesta di astensione che adesso potrebbe far ripartire dall'inizio il dibattimento. Sino a quel momento a presiedere il collegio - composto anche dai giudici Letizia Di Grazia e Riccardo Nerucci - era stato il presidente del tribunale, Gabriele Ferro.

Adesso, nel collegio, subentra il giudice Simone Silvestri, uno dei quattro gip del tribunale, vista anche l'incompatibilità di altri togati che in un modo o in un altro si sono occupati in fase d'indagine preliminare della vicenda mentre Letizia Di Grazia assume il ruolo di presidente. Sui motivi dell'astensione - che vengono accolti o respinti dalla Corte d'Appello sulla base della domanda presentata del giudice richiedente - avvenuta proprio alle battute finali di un processo lungo ed estremamente delicato non è dato sapere. Anche se è possibile ipotizzare che l'astensione del dottor Ferro sia riconducibile alla presenza nel procedimento penale dell'avvocato Luigi Velani, difensore di parte civile nel processo.

Il noto penalista è il legale del figlio del presidente del tribunale indagato dalla procura per un'ipotesi di corruzione nella pubblica amministrazione che nel giugno scorso portò in carcere tra gli altri l'assessore Marco Chiari. Una decisione, ammesso che il motivo dell'astensione sia questo, in grado di togliere qualsiasi imbarazzo sul pronunciamento del collegio evitando, in caso di sentenza di condanna, un'impugnazione del difensore dell'imputato che potrebbe far pesare la mancanza di serenità nel giudizio o comunque ingenerare il sospetto. Oltrettutto si tratterebbe dell'unico processo penale che vede impegnato come giudice collegiale l'attuale presidente del tribunale.

Cosa accadrà adesso? Vista la gravità del reato contestato - violenza sessuale su una minorenne in due circostanze (nel 1999 e nel 2007) - non si corre il rischio della prescrizione. Ma Francesco Frezza, l'avvocato dell'imputato, vista la nuova composizione del collegio e visto che la prova si forma in aula davanti al giudice avrebbe la possibilità e forse anche l'interesse a far ripartire dall'inizio il dibattimento. Anche perchè serve il suo consenso per utilizzare gli atti (interrogatorio, testimonianze). Il processo è stato rinviato al 16 novembre e in quella data il legale dell'imputato dovrà decidere cosa fare. L'impressione è che chieda al collegio di risentire un paio di testimoni e forse di aggiungerne un altro paio. Ma il dibattimento non dovrebbe iniziare daccapo.

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