Il Tirreno

Lucca

Il 2% in più sul salario dei dipendenti del teatro potrebbe essere fuori legge

Giglio, aumento a rischio

Giglio, aumento a rischio

Il Comune ha inviato un quesito a due ministeri

2 MINUTI DI LETTURA





L'aumento viene pagato, ma i dipendenti del Giglio potrebbero anche essere costretti a restituirlo. Il problema emerge durante la riunione della commissione partecipate. Secondo la Finanziaria del 2010, infatti, quest'anno gli enti locali non avrebbero potuto aumentare gli stipendi dei dipendenti. Ma a fine dicembre il consiglio di amministrazione del teatro (appena sfiduciato dal consiglio comunale) aveva concesso un aumento del 2% a tutti i dipendenti del Giglio e aveva stabilito alcuni premi di produzione. E ora il Comune, per risolvere la questione, è costretto a rivolgere quesiti al ministero del Tesoro e al ministero del Lavoro. 

In realtà l'amministrazione comunale si è già mossa per sciogliere il nodo. E la Corte dei conti avrebbe anche già risposto che i lavoratori del Giglio non possono riscuotere l'aumento perché sono equiparati, a tutti gli effetti, agli impiegati comunali: sono dipendenti di un'azienda speciale (l'unica sopravvissuta) a totale partecipazione pubblica.  «Il direttore generale del Comune che è anche commissario del teatro - conferma Antonio Sichi, capogruppo di Sel - ci ha spiegato che al momento gli aumenti vengono pagati "salvo conguaglio", una formula che dovrebbe mettere al riparo da eventuali contenziosi» e dovrebbe ricordare ai lavoratori che corrono il rischio di restituire quanto preso in più. «Il dato incredibile - insiste Sichi - è che questo aumento, reclamato per lungo tempo, è stato concesso proprio alla fine dell'anno, il 29 o il 30 dicembre addirittura.

Con una scelta che ha costretto il Comune a chiedere un ulteriore chiarimento ai ministeri delle Finanze e del Lavoro, visto che la Corte dei conti ha escluso la possibilità di erogare aumenti in virtù delle disposizione della Finanziaria».  Il tentativo dell'amministrazione comunale, dunque, è di risolvere la questione senza contenziosi. Senza che i dipendenti si rivolgano a un giudice del lavoro. «È un dato di fatto - osserva Sichi - che oggi i rapporti fra dipendenti e teatro (e quindi Comune) sono migliorati rispetto al mandato di Aldo Casali. Ma, ancora una volta, viene da chiedersi perché il sindaco abbia aspettato tanto a congedare un cda che non rispondeva in alcun modo alle esigenze della città.

Sotto la passata gestione il Giglio ha chiuso due bilanci consecutivi in rosso, ha avuto due scioperi del personale, ha perso contatti e soprattutto contributi importanti come quello della fondazione Crl. Eppure il sindaco ha aspettato che il cda decadesse, invece di rimuoverlo. E lo stesso sta facendo con il direttore artistico: aspetta che gli scada il contratto a novembre, invece di togliergli l'incarico. Ma di questo dovrebbe rispondere, considerati anche i danni economici causati al teatro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web