Sicurezza
Fornoli, va avanti il progetto della centrale a biomasse. Quasi completato il primo impianto
Alce, vola in Russia l'ex cartiera
Barbara Antoni
◗
Una protesta dei lavoratori di Alce (archivio) La società ha venduto la macchina continua, ora in fase di smontaggio
3 MINUTI DI LETTURA
FORNOLI. Vola in Russia il cuore dell'ex cartiera. Partirà i primi di agosto lo smontaggio della macchina continua nella ex cartiera del sito industriale di Alce. Il macchinario è stato venduto dalla società (che vuole realizzare una centrale a biomasse al posto della cartiera) a un gruppo europeo che acquista macchinari industriali usati e li piazza in altri paesi. In particolare, la macchina continua di Alce ha molte probabilità di essere rimontata in Russia, per trovare collocazione in una cartiera di là. Anche se l'amministratore delegato di Alce spa Maurizio Varraud - pur confermando la vendita del macchinario a un grande gruppo europeo che lo avrebbe già ricollocato - spiega di non essere informato sulla destinazione ultima del macchinario. Le operazioni di smontaggio dovrebbero concludersi entro fine anno. Ma saranno solo una parte delle attività in corso nel sito produttivo. Tannino. È costato 50mila euro il pezzo di ricambio (scambiatore) per riparare il macchinario utilizzato la produzione del tannino. Alce lo ha commissionato a una ditta svedese che lo ha realizzato in tempi rapidi, per permettere (da lunedì scorso, spiega Varraud) la ripresa della lavorazione. «I fornitori di legname continuano a portarci materiale - dice l'amministratore delegato -. Lo stabilimento non si ferma. Abbiamo legname anche per lavorare in agosto; al momento la lavorazione gira con cinquanta addetti circa». Strizzatura. Il primo passo verso la centrale a biomasse, informa l'ad di Alce, è rappresentato dalla costruzione (quasi ultimata) di un impianto per la strizzatura (leggi: deumidificazione) del legno come esce dopo la lavorazione per ottenere il tannino. Un investimento da «svariate centinaia di migliaia di euro», non dice di più l'amministratore delegato, ma che dà la misura di quanto la scietà sia interessata a proseguire sulla strada intrapresa. Il legno strizzato verà poi bruciato nella centrale a biomasse. Centrale e new.co. Fa ben sperare per la centrale a biomasse l'indirizzo uscito dalle urne al referendum di un mese fa. No al nucleare: «Significa - sottolinea Varraud - che non si può fare a meno di energie rinnovabili. E il nostro progetto di centrale a biomasse ha tutte le caratteristiche per essere in linea con i bisogni di oggi. Per questo confidiamo che il governo emani al più presto il decreto per le biomasse, per le quali si era prospettato un taglio del 30% ai certificati verdi, però rientrato». E quanto alla nuova società (new.co) che si costituirà per la centrale, Varraud spiega che, finora, «Tua (Terra Uomini Ambiente) rimane confermato come partner locale per l'approvvigionamento di legname. Non possiamo rivelare i nomi degli altri partner». Il fatto che i ricorsi al Tar contro la centrale non saranno discussi prima di metà ottobre implica che «con i grandi ordinativi per la centrale aspettiamo ancora un po' - conclude Varraud -, ma di certo la new.co nascerà prima della sentenza del Tar».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
