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Lucca

Tambellini: «Via sindaco e giunta per risolvere la crisi in Comune»

Tambellini: «Via sindaco e giunta per risolvere la crisi in Comune»

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Via il sindaco e tutta la giunta. Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd, ha una soluzione alla crisi che attanaglia l'amministrazione di centrodestra da oltre un anno: far saltare il bilancio di previsione e far approvare al consiglio comunale una serie di indirizzi «che consentano al commissario prefettizio di governare la città fino alle elezioni di primavera». Un commissario con indicazioni chiare sulle priorità e le emergenze della città - evidenzia Tambellini - è sempre meglio di una maggioranza che, per lotte intestine, non riuscirà a concretizzare nulla negli ultimi mesi di mandato. Per Tambellini, dunque, serve una risposta netta al caos politico.

E la soluzione - ribadisce - non può essere il "trasformismo" suggerito da Piero Angelini e Governare Lucca, pronti a votare il bilancio di previsione se Mauro Favilla si autosospende e lascia l'amministrazione nelle mani di un vicesindaco nuovo. «Non siamo disponibili ad appoggiare il gioco di Angelini - attacca Tambellini - perché il problema della città oggi non è solo Favilla ma tutti quelli che lo hanno sostenuto e lo sostengono, garantendo, di fatto, una continuità amministrativa con la giunta Fazzi. Lo stato di crisi è tale che sarebbe inutile cambiare tutto (tutta la giunta) per non cambiare nulla. Chiunque verrà inserito in giunta continuerà a tirare avanti senza combinare nulla. Ecco perché a mio avviso sarebbe meglio lasciare la città in mano a un commissario». Ma in condizioni diverse da quelle che si erano create dopo la sfiducia a Pietro Fazzi: «Un eventuale commissario - analizza Tambellini - non si insedierebbe prima dell'autunno. Il consiglio comunale, quindi, avrebbe il tempo per approvare non il bilancio ma una serie di ordini del giorno necessari a indicargli la direzione da seguire fino a primavera».

In un quadro così deteriorato, per Tambellini è «incomprensibile il senso dell'operazione di Angelini. Per noi, infatti, non c'è nulla da salvare dell'amministrazione Favilla. E se vogliamo dare una speranza a questa città, si devono prendere le distanze da 13 anni di governo di centrodestra che è stato solo in grado di dilapidare un patrimonio immenso». Il capogruppo del Pd, infatti, evidenzia come non si vedano opere, interventi, iniziative nelle quali siano stati investite le «decine di milioni ricavate con il recupero dell'evasione tributaria, con gli oneri di urbanizzazione riscossi grazie al regolamento urbanistico di Fazzi, con le vendite immobiliari e azionarie». Se queste ragioni non fossero sufficienti per reclamare un cambiamento radicale, Tambellini ne elenca altre più recenti: «Non ha insegnato nulla - si domanda - la vicenda della mensa scolastica? O quello che sta succedendo alla Lucchese calcio? E il disastro della protezione civile collegato alla nevigata dell'anno scorso, con la città paralizzata? Non c'è un settore che funzioni oggi in municipio. E il ritiro delle varianti urbanistiche è solo uno dei passi da compiere». Quello che Tambellini sottolinea è che «la nostra non è una battaglia contro Favilla perché i problemi non si risolvonosolo rimuovendo lui. La nostra è una battaglia per un rinnovamento totale».

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