Il dolore
Garanzie anche per l'occupazione
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Il centro della Cassa a Guamo Saranno chiesti chiarimenti pure sul futuro del centro di Guamo
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LUCCA. Il destino del centro di Guamo. E l'occupazione. Sono questi due degli argomenti che dovranno essere trattati nel confronto fra istituzioni locali e vertici di Banco Popolare, alle prese con la fusione in un'unica banca popolare del territorio di tutti gli istituti del gruppo. Oltre a cancellare i cda degli istituti, infatti, BP annuncia anche di dover ridurre di 650 persone l'attuale organico di gruppo, attraverso incentivazioni all'esodo e "raffreddamento" del turn over. Se è vero che questa riduzione sarà completata solo nel 2016, Provincia e Camera di commercio (ma anche il Comune) vogliono capire come influirà sulle filiali della Cassa di risparmio di Lucca. Al tempo stesso, gli enti hanno interesse a capire che cosa capiterà al centro servizi di Guamo, nel quale anche Crl ha investito capitali. E questa verifica serve effettuarla ora non solo perché i tempi della fusione saranno rapidi. Il fatto è che solo per qualche mese ancora è certo che Lucca avrà un proprio rappresentante nel consiglio di sorveglianza di Banco Popolare, uno dei due organismi di vertice della capogruppo: l'incarico di Andrea Guidi, presidente uscente dell'associazione industriali, scade in primavera, con l'approvazione del consuntivo 2011. Quindi, è necessario sfruttare la presenza di un consigliere ai vertici di BP per ottenere il miglior trattamento possibile. Anche se non è escluso che nel cda unico della nuova banca popolare del territorio ci sia spazio per un rappresentante della Lucchesia. Resta da vedere chi sarà. Ma le manovre sembrano già avviate.
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