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Lucca

Severa va messa in liquidazione

Una protesta dei dipendenti della Severa
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Una protesta dei dipendenti della Severa

Il sindaco di Vergemoli: «Affidiamo ad altri la raccolta dei rifiuti»

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 VERGEMOLI. Messa in liquidazione e poi affidamento del servizio ad un'altra azienda che si impegni a rilevare il personale della precedente società. È questo l'invito, pressante, che il sindaco di Vergemoli, Michele Giannini, rivolge al Cda della Severa Spa per uscire dalla crisi che mette a repentaglio la raccolta dei rifiuti nella Valle del Serchio.  «Sono ad invitarvi a convocare urgentemente un assemblea dei soci - scrive il sindaco al Cda - che abbia in discussione la messa in liquidazione di Severa spa e nel contempo le varie modalità per continuare il servizio di raccolta dei rifiuti, soddisfare per quanto possibile i creditori e soprattutto, in maniera concordata con i sindacati, le modalità per salvaguardare i lavoratori da questa crisi di cui sono i primi a pagare dazio».  Giannini ritiene che in questo modo si possano verificare scelte che sarebbero sbagliate «o non condivise dall'assemblea, che portino ad un depauperamento del patrimonio netto aziendale con conseguenze e responsabilità a tutti note. Mi permetto altresì di evidenziare la necessità di dare maggior celerità all'azione di responsabilità voluta dall'assemblea, in quanto non è chiaro il motivo per cui sia così in ritardo».  Il sindaco poi ricorda la grave crisi in cui si dibatte Severa «ma soprattutto la quasi totalità delle sue controllate. Da quasi un anno conosciamo le due diligence forniteci dalla società Bdo, oltre che della relazione della società Area Group, che, mi sembra, stanno trovando un riscontro nei fatti maggiore rispetto a quello inizialmente ritenuto da molti soggetti. In meno di un anno abbiamo visto la presentazione di due piani industriali ed un piano di galleggiamento, tutti inapplicati nella sostanza e che non hanno dato nessun esito positivo».  Il sindaco valuta poi l'abbattimento di capitale effettuato ad inizio anno che ha ridotto il capitale sociale della spa ad appena poco più di due milioni di euro e che «a parere di alcuni risulta addirittura insufficiente a causa di profonde divergenze sull'applicazione del valore dell'inceneritore e di altre poste di bilancio». Per Giannini non si può poi sottovalutare «il grave stato di liquidità in cui tutt'ora versa l'azienda e che si protrae da anni senza una soluzione per molteplici motivi che trovo riduttivo addossare unicamente alle amministrazioni interessate. Con la vittoria dei "si" al referendum sull'acqua è facilmente ipotizzabile un rinvio a data da destinare della procedura di gara per la gestione del ciclo dei rifiuti e quindi per la creazione di un nuovo gestore dei rifiuti atteso da molti come ultimo salvagente di questa società». Particolarmente preoccupanti per il sindaco gli aspetti di bilancio: «Severa sp - dice - ha prestato fidejussioni per circa 18 milioni di euro, di cui quasi 11 nei confronti di società collegate e oltre sette nei confronti di terzi. E appare difficile il percorso che stanno avendo il concordato di Severa acque e soprattutto il fallimento di Severa Servizi, fallimento che interessa la spa per circa 1.800 euro di fidejussioni». Valutati infine i disagi derivanti dalla mancata raccolta dei rifiuti, Giannini chiede un confronto urgente sull'ipotesi di messa in liquidazione della Severa.

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