La manifestazione
Comitato consultivo per la Crl
Ilaria Bonuccelli
La Cassa diventa una "direzione territoriale" di BP senza poteri decisionali
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LUCCA. Resta il marchio e anche l'insegna, ma il potere emigra tutto al nord. La Cassa di risparmio di Lucca Pisa Livorno finisce sotto la Banca Popolare di Lodi, come "direzione territoriale" con un "comitato locale di consultazione e credito" «senza poteri di gestione o indirizzo». Questi comitati - il legame residuo della banca con il territorio - potranno avere «funzioni consultive in materia di credito, di sponsorizzazioni, di investimenti e disinvestimenti in società legate alle infrastrutture» e poco altro, secondo la nuova organizzazione che Banco Popolare ufficializzerà domani a Milano. Al di là degli annunci ufficiali, le decisioni per creare la «grande banca popolare» sono già state prese dal consiglio di sorveglianza e dal consiglio di gestione di Bp per risparmiare risorse da investire nel potenziamento dei servizi alla clientela. E sono scelte che non lasciano adito a dubbi sull'importanza residuale di Crl. La nuova banca popolare avrà questa organizzazione: al vertice resterà la holding, Banco Popolare; poi ci saranno tre divisioni territoriali che corrispondono alle banche fondatrici del gruppo (Lodi, Verona e Novara). A loro volta queste divisioni saranno articolate in sei direzioni territoriali, una delle quali toccherà a Crl. E al suo comitato con poteri «consultivi», ma non decisionali. DIVISIONI TERRITORIALI La prima delle tre divisioni territoriali «totalmente integrate all'interno della capogruppo» è BPV, Banca popolare di Verona alla quale faranno capo i 560 sportelli del nord-est (Veneto, Emilia Romagna, Trentino, Friuli) e della Lombardia (zona di Mantova) con oltre 3.200 dipendenti. Poi c'è BPN, la divisione Banca popolare di Novara con circa 590 sportelli (e 3.200 addetti) concentrati nel nord-ovest (Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria occidentale), Lombardia (Pavia e Milano), in Lazio e nel Sud. Infine c'è BPL, la divisione Banca Popolare di Lodi, con circa 580 sportelli per 3.400 dipendenti dislocati in Lombardia, Liguria orientale, Toscana e Umbria. È la divisione di cui entrerà a far parte in tempi rapidissimi Crl, portando in dote i suoi 231 sportelli e i suoi 1675 dipendenti. DIREZIONI TERRITORIALI Cassa di risparmio di Lucca Pisa e Livorno sarà una delle 6 direzioni territoriali attraverso le quali la grande banca popolare cercherà di radicarsi nelle varie regioni. Specie in quelle più lontane dal cervello del gruppo che, fra sedi amministrative e legali della capogruppo BP, resterà al nord: Verona, Lodi e ora anche Novara. Per l'esattezza, Crl diventa una delle due direzioni - l'altra sarà Lodi - che fanno capo direttamente alla divisione della Banca popolare di Lodi. In modo analogo, alla banca Popolare di Verona faranno capo le divisioni territoriali di Verona e Modena e a Banca popolare di Novara faranno capo le divisioni di Novara e Roma. COMITATI LOCALI In ogni «area di riferimento delle divisioni territoriali», Banco Popolare conta di istituire un "comitato locale di consultazione e credito" che andrà a rimpiazzare il cda delle banche, senza averne i poteri o le mansioni. Ammesso che non ci siano controindicazioni da parte delle autorità di vigilanza sulle banche, i comitati saranno composti da «membri non esecutivi e designati anche attraverso meccanismi elettorali riservati ai soci-clienti con possesso azionario e relazione commerciale significativi». In sostanza, i membri dei comitati potranno essere indicati da chi ha un bel pacchetto azionario e un importante conto corrente. La funzione di questi comitati è soprattutto consultiva ma - precisa Banco Popolare - parteciperanno anche alla nomina delle fondazioni territoriali di riferimento e «sovrintenderanno alle ammissioni di nuovi soci e sui reclami dei soci/clienti». In realtà, il comitato della Cassa non potrà nominare nessuno, visto che la banca non è più partecipata dalla Fondazione Crl che si è fatta liquidare la propria quota con azioni del Credito Bergamasco, l'unica banca del gruppo rimasta fuori dalla riorganizzazione grazie al fatto di essere quotata in borsa. Proprio quello che non è riuscito a Crl.
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