Il dolore
Vana lattesa perché fossero onorati gli impegni del contratto di cessione
Valore mette in mora Nice
Pasquale Petrella
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Marco Valentini (a sinistra) a colloquio con Paolo Giani Valentini: «Fatto il possibile per salvare la squadra»
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PRATO. «La Valore Spa negli ultimi tre anni ha finanziato per tre milioni e seicentomila euro la Lucchese calcio e fino alla fine ha fatto tutto il possibile perché potesse continuare a vivere ed iscriversi al campionato di Prima Divisione». È il consulente della Valore spa, il commercialista Alberto Bardazzi, a parlare nel suo studio di Prato, con accanto l'architetto Antonio Valentini ed il figlio di quest'ultimo, Marco. «Ci tengo a dare anche la nostra versione perché negli ultimi tempi abbiamo visto uscire sulla stampa notizie e dichiarazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti - continua Bardazzi -. Se la Lucchese fosse rimasta in mano alla Valore sarebbe stata destinata a morte certa. La Valore ha fatto così l'unica cosa giusta che poteva fare per dare alla società un minimo di garanzia perchè potesse continuare a vivere, e cioè ha venduto le quote in suo possesso con la garanzia da parte di chi le ha acquistate di iscrivere la società al campionato di Prima Divisione ed onorare i debiti pregressi. Fino ad oggi abbiamo sperato che la Nice onorasse gli impegni e per rispetto alla Lucchese calcio non abbiamo promosso azioni legali ma, visto che ormai siamo fuori tempo massimo, lunedì metteremo in mora la Nice». Poi il dottor Bardazzi spiega anche il perchè la Valore non avrebbe più potuto garantire la continuità della Lucchese. «La cessione delle quote è stata obbligata perchè la Valore spa si è trovata in difficoltà economica. Difficoltà che si è fortemente aggravata con l'affare legato allo stadio che non è andato in porto, senza contare poi quando c'è stato l'arresto dell'architetto Valentini ed il sequestro di beni mobili ed immobili della società per diciotto milioni di euro». «La Lucchese sparisce perchè i lucchesi non l'hanno voluta salvare - sbotta l'architetto Valentini -. La Nice ha portato a Prato un esercito di consulenti: architetti, avvocati, commercialisti, per studiare tutte le carte. Hanno firmato con la consapevolezza di sapere l'impegno che prendevano e in quella società c'erano o ne dovevano far parte imprenditori di Lucca che evidentemente dopo si sono tirati indietro, forse perchè intimoriti dall'azione della procura nei miei confronti». Ma la scintilla che ha portato l'architetto Valentini ad indire la conferenza stampa, dando prevalentemente la parola al consulente della Valore, Alberto Bardazzi, è stata la dichiarazione di Giuliano Giuliani che ha accusato la Valore di aver preteso gli 840mila euro da chi subentrava alla Nice pagando il prezzo simbolico di 80 euro. «Eravamo anche pronti a rinunciare alle azioni legali per la riscossione del credito - dice Bardazzi, mostrando una lettera che sarebbe stata inviata a Paolo Gianni -. Ma è chiaro che la Valore avrebbe dovuto essere sollevata da tutte le garanzie fideiussorie e che comunque il tutto sarebbe stato subordinato ai provvedimenti cautelari emessi dalla procura di Lucca visto che la Valore ha tutti i propri beni, crediti compresi, sotto sequestro».
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