Attenzione
La maggioranza ha di nuovo i numeri
Alessandro Petrini
◗
Danilo Piuppani Scontro tra Dinelli e Piuppani, tornato dalle vacanze
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Tra patti non rispettati e toni che si alzano alla fine il vero sconfitto della maratona sul bilancio è il consiglio comunale. Nonostante 4 sedute consecutive e 14 ore di dibattito, ancora una volta l'unico voto è stato per rinviare la pratica per accordi esterni all'assemblea (ma non alla maggioranza). Giovedì sera il primo a parlare di rinvio è proprio il sindaco:: spiega che ci sono ordini del giorno presentati da gruppi di maggioranza da valutare con più attenzione. A raccogliere l'invito di Mauro Favilla è Antonio Trapani, consigliere di Forza Lucca appena passato alla Lega, che in maniera irrituale (non è capogruppo) chiede una sospensione per un incontro tra i capigruppo della maggioranza. Si scatena un vespaio nell'opposizione che subodora il rinvio. E, infatto, la mozione di rinvio della pratica viene proposta dal capogruppo del Pdl Giancarlo Ramacciotti: è accolta con con 22 sì e 17 no. E una boccata d'ossigeno per una maggioranza che ora vuole cercare di trovare una linea comune, sul bilancio e sul programma di fine mandato, su cui ricompattarsi. All'opposizione invece non resta che l'amarezza per aver perso l'occasione per dimostrare che ormai l'amministrazione non può più contare su una maggioranza solida in consiglio. Il più irritato è Danilo Piuppani (Pd) che giovedì mattina era partito in taxi dalla Val di Fassa poi raggiungere in treno Firenze e da lì arrivare in consiglio comunale per votare contro il bilancio. «Sei un grande politico - dice a fine seduta a Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Lucca -: per giorni hai sostenuto posizioni (il voto contrario al bilancio) che hai ignorato siglando un accordo all'ultimo momento. Per me votare la richiesta di rinvio equivale a un voto positivo al bilancio». La risposta di Dinelli arriva più tardi via sms: «Eravamo rimasti in 2, io e De Luca sul rinvio. Se si votava il bilancio eravamo 3, ma contro il rinvio no. Solo 2. Mi posso anche buttare da una finestra, ma che posso fare? In 2 contro 3 veniva approvato il bilancio». Questa spiegazione, però, non è convincente per Antonio Sichi, capogruppo di Sel. Tanto meno è comprensibile il rinvio del voto sul bilancio. «Queste scelte - sottolinea Sichi - non tengono conto della disponibilità mostrata dalla minoranza. Per senso di responsabilità e far votare il bilancio prima delle ferie del sindaco, abbiamo ridotto gli emendamenti a quelli essenziali. Abbiamo anche ridotto i nostri interventi e rinunciato al tempo al quale avevamo diritto per chiudere la discussione entro mezzanotte e mezza e poi passare al voto». Invece, arriva la «richiesta unilaterale di sospendere il voto. Così noi ci siamo sentiti becchi e bastonati. Capita che un gruppo possa anche cambiare posizione cammin facendo, ma se si travalica il rispetto dell'istituzione, pur in una visione diversa delle cose, si rischia di mandare tutto all'aria».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
