Il Tirreno

Lucca

Lo chiede la Cisl alla luce delle difficoltà che incontrano tante aziende garfagnine

Un tavolo in Provincia per combattere la crisi

Una protesta dei lavoratori di Se.Ver.A.
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Una protesta dei lavoratori di Se.Ver.A.

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 CASTELNUOVO. La crisi economica ed occupazionale colpisce l'intero Paese e certo non risparmia la Garfagnana. Molti i segnali d'allarme che si sono succeduti con crisi in varie aziende e settori. Per la Cisl non è più tempo d'aspettare, lo sostiene il segretario Giovanni Bolognini.  «E' necessario - dice Bolognini - che venga attivato un tavolo specifico di zona coordinato dalla Provincia che veda la presenza di tutti gli attori sociali, economici, finanziari ed istituzionali a discutere ed individuare progetti e proposte coordinate al fine d'invertire la situazione. Un ruolo importante spetta alla parte "pubblica", le istituzioni locali debbono assumersi la responsabilità d'individuare tutto quanto può essere d'aiuto a incentivare e sostenere la ripresa economica ed occupazionale.  Secondo Vincenzo Cinquini responsabile di zona della Cisl, gli enti locali devono attivarsi «per comprendere le necessità delle imprese ed anche operare, laddove sono azionisti o committenti, perchè si realizzino azioni ed opere utili alla tutela dei lavoratori e di sostegno alle attività economiche e produttive. C'è necessità d'affrontare la situazione in modo complessivo, va superata la prassi che finora ha visto solo interventi sulle singole aziende come per la Se.ver.a, il consorzio Etruria, la Ma.gher, la Cavani, l'Azzurrina ed altre di minore dimensione».  Cinquini ricorda che il dato dell'osservatorio sul lavoro della Provincia riferito al terzo trimestre 2010 (ultimo dato disponibile) vede un calo dell'occupazione in Garfagnana del 1,6% rispetto allo stesso trimestre del 2009 attestandosi al 61,6% (11.564 addetti - 6.853 uomini e 4.711 donne) con quella maschile al 70,9 e femminile al 51,7. il dato della disoccupazione, seppure migliore alla media provinciale ha registrato un incremento del 2,5% raggiungendo quota 10,5 con la ripartizione del 9,4 per i maschi e 13,4 per le femmine. Un quadro questo che impone una riflessione tenuto conto anche dello scoraggiamento fra i lavoratori rispetto alla possibilità di trovare un'occupazione. Per questo la Cisl propone un tavolo di confronto da attivarsi al più presto.

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