Il Tirreno

Lucca

Cassa, chiesto un incontro con il Banco

La sede della Cassa di Risparmio di Lucca
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La sede della Cassa di Risparmio di Lucca

Si muovono le istituzioni locali, contrarie all'ipotesi di accorpamento dei Cda

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LUCCA. Allarme rosso anche nelle istituzioni per l'ipotesi di una fusione tra le banche del gruppo Banco Popolare che possa di fatto far sparire la Cassa di Risparmio di Lucca, la sua autonomia e quello che resta dell'immagine e dell'azione della banca della città. Il presidente della Provincia Stefano Baccelli, il sindaco Mauro Favilla, il presidente della Camera di Commercio Claudio Guerrieri con una lettera a firma congiunta indirizzata al presidente del consiglio di sorveglianza del Banco, Carlo Fratta-Pasini, hanno chiesto un incontro urgente «al fine di esporre le perplessità e le preoccupazioni derivanti dalla notizia, appresa dalla stampa, sulla fusione delle banche territoriali del Gruppo e la costituzione di un consiglio di amministrazione unico».  Preoccupazione viene poi espressa anche dalla Cgil e dalla Fisac: «Per i rapporti con la clientela, l'ipotesi di fusione avviene in un momento particolarmente difficile anche per l'economia del territorio, con le imprese che tentano di attuare strategie di uscita dalla crisi e che necessitano più che mai di un supporto creditizio estremamente attento e mirato. Mentre le famiglie hanno bisogno di assistenza e servizi specifici offerti a costi sostenibili. A tal fine è di tutta evidenza che la CdR Lucca, storicamente presente e capillarmente diffusa sul territorio della costa toscana, può continuare a giocare un ruolo fondamentale per l'economia locale ed è, pertanto, essenziale che la banca possa mantenere un adeguato livello di attenzione al territorio nelle politiche creditizie che andrà ad operare anche in futuro. Vi sono poi le conseguenze e ricadute sul personale, che negli anni ha svolto un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle tre casse toscane poi confluite nell'attuale CdR Lucca, prima di tutto per la riorganizzazione delle mansioni e la mobilità territoriale. Andranno pertanto avviati immediatamente adeguati livelli di confronto con le rappresentanze sindacali, al fine di trovare soluzioni concordate». Cgil e Fisac chiedono alle istituzioni di attivarsi per aprire un confronto con il Banco Popolare.  Sulla stessa linea l'on. Raffaella Mariani (Pd): «La nostra comunità deve continuare a mantenere solidi legami con la banca simbolo del territorio; quanto prospettato in sede di presentazione del piano industriale del Banco Popolare costituirebbe una perdita inaccettabile. La Cassa ha storicamente un legame molto forte con la città, con le imprese locali, dotate di una loro specificità, e i cittadini».  Preoccupante anche l'aspetto occupazionale della vicenda».  Stupisce inoltre - prosegue la parlamentare - che a fronte del lungo e acceso dibattito degli anni passati riguardo alla necessità della preservazione di una banca radicata nel territorio e sufficientemente autonoma dalla capofila «oggi si venga a sapere di un progetto di smantellamento dei vertici locali dell'istituto da indiscrezioni giornalistiche. Resta da capire se esistano ancora margini di intervento per scongiurare un ulteriore smacco per Lucca. Non vorremmo che, data anche la ristrettezza dei tempi, le istituzioni dovessero rinunciare ad un confronto serio e all'ascolto delle varie posizioni in campo».

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