Il dolore
Stop al progetto dello stadio
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Il sindaco Mauro Favilla e sotto la tribuna dello stadio e Alessandro Tambellini (vip) Da S. Donato al Porta Elisa, vanificato un lungo iter
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LUCCA. «Il progetto di ristrutturazione dello stadio potrà proseguire il suo iter solamente se la società sportiva continuerà a esistere e a disputare un campionato professionistico». Parole pronunciate dal sindaco Mauro Favilla nella commissione urbanistica di venerdì scorso, quando c'era ancora qualche speranza che la Lucchese potesse iscriversi alla Prima Divisione. Una situazione che non è cambiata perché era proprio il primo cittadino a nutrire dubbi sulla reale convenienza economica dell'intervento temendo quindi che la gara per l'assegnazione dei lavori sarebbe potuta andare deserta. «Del resto - aveva detto - se non si potesse procedere sulla strada del project financing, il Comune da solo non sarebbe nemmeno in grado di affrontare la spesa di un milione di euro per mettere lo stadio a norma per la prossima stagione sportiva». Un progetto che in ogni caso continuava a riscuotere il favore di Favilla: «L'amministrazione del resto non dovrebbe spendere un euro e ne trarrebbe un grande beneficio in termini di oneri di urbanizzazione incassati e di un immobile ristrutturato». Ma la vicenda stadio parte da lontano, da quei terreni acquistati da Valore a San Donato. Per realizzare un complesso sportivo che avrebbe dovuto essere di prim'ordine, dato che al suo interno ci sarebbero state - oltre ad attività commerciali e ricettive - anche palestre e campi per altre discipline. Un progetto che però non è mai decollato, nonostante missioni a Neuchatel, disegni ed elaborazioni al computer e che pure sembrava avere un suo fondamento: l'idea di portare lo stadio lontano dal centro storico, in un'area limitrofa all'autostrada e comunque facilmente raggiungibili aveva incontrato tanti favori. Poi però non se n'è fatto di niente, ma intanto quei terreni, e il loro mutuo, erano entrati a far parte del bilancio della Lucchese Calcio, gravando sulla società. Saltato il progetto San Donato, si era aperta un'altra partita, quella della ristrutturazione del Porta Elisa. Dopo un lungo iter a primavera il gruppo Valore aveva annunciato la consegna al Comune del progetto definitivo. Con una riduzione degli spazi di un 30% rispetto ai 30mila metri quadrati, rispettando - spiegò Giovanni Valentini - le osservazioni di Comune, Regione e Soprintendenza. Il master plan dello stadio prevede la realizzazione di un albergo di fronte alle Mura, una residenza sanitaria per anziani, un supermercato. Originariamente ci doveva essere anche una multisala cinematografica. Poi però è arrivata l'inchiesta della magistratura, ci sono stati gli arresti, sono venute alla luce le intercettazioni e sono cambiate le carte in tavola. La bufera giudiziaria ha indotto il sindaco Mauro Favilla a un cambiamento di rotta: la concessione, la progettazione e la realizzazione del nuovo Porta Elisa - aveva detto il primo cittadino - verranno affidati con gara d'appalto, con la modifica quindi dell'affidamento diretto e il dimezzamento della durata della concessione. Il sindaco aveva anche chiarito che cosa sarebbe stato costruito al Porta Elisa sarebbe stato deciso con l'approvazione definitiva della variante urbanistica. Poi il crac della Lucchese, la mancata iscrizione alla Lega Pro sembra allontanare il progetto. Chissà se e quando se ne riparlerà. A.P.
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