Il Tirreno

Lucca

Non torniamo indietro

Tambellini (Pd): «Urbanistica, va evitato il ricorso al vecchio regolamento»

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. «Si deve evitare il vuoto normativo in cui ritornerebbe in vigore il vecchio regolamento urbanistico. La revoca delle varianti approvate il 17 gennaio scorso presuppone di tornare ad un provvedimento di riequilibrio delle quantità tra piano strutturale e regolamento urbanistico, accompagnato da una delibera di salvaguardia che impedisca nuovi danni, almeno fino alla predisposizione del nuovo piano strutturale».  Lo dice Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd in consiglio comunale.  Interviene sulle vicende urbanistiche-giudiziarie che hanno scosso la città e sostiene che in alternativa si può ancora tener conto delle varianti approvate a gennaio, accogliendo interamente e in tempi brevi le osservazioni avanzate dalla Provincia e dalla Regione, in attesa del nuovo piano strutturale.  «Quanto a Sant'Anna, ci sono "pareri" in quantità di soggetti istituzionali quali Provincia e Regione Toscana che dicono la inconciliabilità di Sant'Anna sia col piano strutturale sia col Pit regionale del 2009 - afferma Tambellini -. Lo stesso Tribunale del Riesame ha preso le distanze dai pareri acquisiti dal Comune».  La Sovrintendenza dice che lo stadio non si può demolire: per Tambellini non è una novità. «Il parere della Sovrintendenza era conosicuto. Nel nostro intervento, quando fu in dicussione la variante stadio, lo citammo più volte, dicendo che quel procedimento era puramente accademico. Non aveva gambe sin dall'inizio, proprio in ragione della posizione della Sovrintendenza. Ma chi faceva attenzione allora a quel che dicevamo? Ora il dato torna di attualità. La questione stadio va comunque ridiscussa sul pulito: la revoca della variante relativa al Porta Elisa non ha in questo caso alcuna controindicazione e consentirebbe di prendere poi le decisioni più opportune con la dovuta ragionevolezza, anche in relazione a quel che avverrà della Lucchese».  Tambellini parla anche dell'opione di Fazzi sul coinvolgimento poco convinto del gruppo Valore nel progetto del Polo Fieristico, quasi che Valore aderendo di malavoglia al progetto avesse maturato quasi dei "crediti"con l'amminitrazione.  «Il poco entusiasmo è stato convalidato dai risultati negativi, almeno finora, del Polo Fiere. Ricordo comunque che Valore è uscita dal Polo Fiere cedendo le quote per 2,2 milioni, ricevuti pronta cassa. Il poco convincimento nell'adesione al progetto è stato dunque ben remunerato. Sarebbe quindi del tutto improprio legare insieme le diverse attività su Lucca del gruppo» conclude Tambellini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze