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Lucca, braccio di ferro tra gli ex Dc

Marco Innocenti
Lucca, braccio di ferro tra gli ex Dc

Un lungo sodalizio si rompe dopo 40 anni: Angelini potrebbe far cadere Favilla

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LUCCA. Mauro Favilla e Piero Angelini. Sono sempre loro, quarant'anni dopo, a determinare le vicende politico-amministrative di Lucca. Veri modelli che continuano a ricordare cosa siano stati, e siano ancora oggi, i democristiani doc, giocano la partita dal centro, pronti a spostarsi sul versante che, al momento, più conviene.

Il guaio è che il sodalizio ora pare proprio rotto. Con gli attacchi e le denunce contro le pratiche urbanistiche del gruppo Valore che hanno portato all'inchiesta della Procura sul parco S. Anna e lo stadio, Angelini aveva da tempo preso le distanze dal sindaco. Ora si appresta ad affossarlo dando indicazione di votare contro il bilancio di previsione ai due consiglieri comunali della sua lista, Governare Lucca, e ai due consiglieri di Libertas 2010 a lui vicini.

Favilla può contare sui 18 voti del Pdl e dell'Udc più altri elementi del centro, ma ha perso per strada - almeno sul bilancio - quelli di Forza Lucca (area finiana) che pure fa parte della maggioranza. Ieri mattina in commissione i due esponenti di Forza Lucca hanno votato no al bilancio insieme all'opposizione e la pratica è stata bocciata con 5 voti contro due.

È stata comunque portata in consiglio, ma senza i 4 voti dell'area vicina ad Angelini il sindaco non ce la può fare. Considerando i consiglieri in ferie, Favilla dovrebbe poter contare su 18 sì, mentre con i voti di Forza Lucca salgono a 16 i no. E se a questi si aggiungono i 4 voti di Governare Lucca e Libertas 2010 il bilancio non passa.

Certo, tutto in consiglio può ancora accadere (una riunione era in corso ieri sera ed un'altra è fissata per stasera) e in ogni caso c'è tempo fino al 31 agosto per ritentare di far passare la pratica. Ma è chiaro che la maggioranza appare davvero in via di dissoluzione se, girando le spalle Forza Lucca, il sindaco si ritrova in teoria a sperare nel voto dei quattro angeliniani.

Anche senza voler tornare al sodalizio del passato, quando Favilla e Angelini gestivano la città come leader della Dc di Forze Nuove (il primo da sindaco e poi da parlamentare, il secondo da parlamentare e poi sottosegretario all'ambiente), lo scontro di oggi era inimmaginabile all'avvio del nuovo mandato.

Dopo oltre dieci anni di oblio, Angelini e Favilla erano tornati a muoversi sulla fine del secondo mandato di Pietro Fazzi, nel 2006. Forza Italia, che aveva raccolto gran parte della Lucca democristiana, si era alla fine schierata contro Fazzi, il quale aveva litigato con il senatore Marcello Pera e il coordinatore Sandro Bondi. Era cominciata una guerra interna che aveva alla fine portato alla sfiducia a Fazzi e al commissariamento.

Per democristiani esperti come Angelini e Favilla era stato un gioco da ragazzi riproporsi come il nuovo centro: alla prima uscita pubblica, all'hotel Guinigi, avevano riempito l'auditorium di centinaia di ex amministratori, galoppini e iscritti della vecchia Dc. Entusiasti.

Priva di candidati alternativi a Fazzi, dilaniata dalle guerre interne, terrorizzata dall'idea di veder cadere la città nelle mani del candidato del centrosinistra, Andrea Tagliasacchi (dato largamente per favorito), Forza Italia alla fine si era "consegnata" al duo Favilla-Angelini la cui lista, Governare Lucca, aveva raggiunto il 10% alle comunali. Ma subito dopo la vittoria tra i due big ex Dc era cominciato un duro braccio di ferro.

Favilla non sopportava che Angelini pretendesse di dettare la linea e di ottenere comunque incarichi di grande visibilità; Angelini non tollerava l'appiattimento del sindaco sulle posizioni di Forza Italia e le scelte in materia urbanistica. A metà mandato Governare Lucca era uscita dall'esecutivo, rimanendo in maggioranza. Ma poi Favilla aveva cacciato gli angeliniani, finiti all'opposizione.

Oggi, se Forza Lucca guidata dall'ex Pdl Maurizio Dinelli decide di votare contro le proposte di Favilla, l'ago della bilancia torna ad essere Angelini. Al momento sembra spostato decisamente contro il sindaco, ma nessuno si stupirebbe di nuovi aggiustamenti e giravolte. Da veri democristiani.

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