Il Tirreno

Lucca

La "testa" della Cassa deve rimanere qui

Sopra una manifestazione dei dipendenti della CdR Lucca
◗
Sopra una manifestazione dei dipendenti della CdR Lucca

Preoccupazione nei sindacati: «La nostra forza è essere banca del territorio»

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Preoccupazione per le sorti dell'autonomia decisionale della CdR Lucca Pisa Livorno, i cui vertici locali potrebbero sparire se davvero il Banco Popolare accorprerà in un unico organismo tutti i Cda delle banche del gruppo sparse sul territorio. L'ipotesi, che tiene banco negli ambienti del credito, è stata anticipata ieri dal nostro giornale.  I sindacati Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno vedono la necessità di difendere «il patrimonio di rapporti con la clientela e di competenze professionali che concretamente realizzano il radicamento territoriale della CdR, minacciato continuamente da logiche di taglio dei costi».  Per il coordinamento sindacato con il progetto di banca unica «si rischia di perdere la vocazione territoriale di una banca importante per la Toscana e il suo tessuto produttivo, che ha garantito un supporto creditizio fondamentale per le medie e piccole imprese e le famiglie (la Cassa ha aumentato gli impieghi di oltre l'8% nel 2010)».  Preoccupano poi le ricadute occupazionali e in termini di mobilità territoriale «che potrebbero derivare dalla fusione, sotto diversi ambiti, dalla direzione generale al polo di Guamo. Tutto questo in un contesto operativo che ha recentemente subito una pesante riduzione degli organici delle filiali e dove non appaiono piani di sviluppo significativi per gli sportelli in Toscana e in Umbria».  I sindacati chiedono che il progetto di fusione sia basato quanto men o sul mantenimento sul territorio «di una struttura adeguata e qualificata per la gestione dell'erogazione, delle condizioni e del rischio del credito, e non di un inconsistente comitato territoriale. Al contrario, un generale accentramento di tali funzioni sulla capogruppo, non garantirebbe lo stesso sostegno finanziario ad un tessuto produttivo particolare come quello della Toscana e dell'Umbria, basato su aziende di piccole dimensioni. Inoltre il supporto operativo necessario alla nostra rete di 230 sportelli deve necessariamente mantenere specifiche funzioni allocate sul territorio, anche per non compromettere la qualità del servizio alla clientela».  Nonostante a più riprese sia stato evidenziato dal management del Banco che la vera forza del gruppo sono le banche del Territorio, come confermato anche dal piano industriale appena presentato, il coordinamento sindacale vede anticipare la prospettiva della banca unica, con la Cassa ridotta ad un semplice marchio: «Le contraddizioni e il repentino cambio di rotta indicano il prevalere delle logiche di taglio dei costi senza investimenti per il rafforzamento durevole dell'intermediazione creditizia a servizio dei territori».  I sindacati hanno quindi chiesto un incontro con il presidente e l'amministratore delegato della Cassa e ritengono indispensabile in questo momento «l'impegno diretto e coordinato delle istituzioni territoriali e delle realtà locali più importanti, a partire dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, a sostegno di queste nostre istanze a salvaguardia dell'occupazione e del tessuto produttivo».  Il sindaco Del Ghingaro.  Preoccupato anche il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghigaro. A suo giudizio, lo spostamento al Nord della "testa" della Cassa «per Lucca e tutto il suo territorio si tratterebbe di una perdita consistente.  «Restare senza un consiglio di amministrazione per la Crl potrebbe infatti voler dire non avere più alcuna autonomia decisionale e quindi non poter più incidere realmente sulle scelte del Gruppo Banco Popolare cui appartiene, a sostegno dello sviluppo del proprio territorio in un momento, peraltro particolarmente delicato e difficile per l'economia». Per questo Del Ghingaro ritiene di fondamentale importanza «non rimanere inermi di fronte a quello che si profilerebbe come uno smantellamento definitivo della Cassa, nata nel 2006 con l'obiettivo di potenziare il servizio ai cittadino e al sistema produttivo, dal proprio territorio di appartenenza e che si lavori, affinché a Lucca resti almeno un presidio territoriale della banca. Ritengo che il territorio debba subito attivarsi in questa direzione nella massima trasparenza e auspico un dialogo franco tra e con le istituzioni, affinché possa essere trovata una soluzione positiva che non penalizzi il territorio lucchese, gli imprenditori e i cittadini tutti, ma al contrario, vada nella direzione di rafforzare i legami di Crl con le realtà locali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze