Sicurezza
I tifosi ora chiedono un taglio col passato e l'azionariato popolare
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Tifosi rossoneri allo stadio (Vip)3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Un anno zero. I tifosi rossoneri, dopo la grande amarezza della non iscrizione della Lucchese al campionato di Lega Pro 1, chiedono un taglio netto col passato. Reputano finito il ciclo di Giuliano Giuliani e non vogliono più avere niente a che fare con il gruppo Valore di Prayto. Valore e Cipriano alla guida del sodalizio rossonero erano riusciti a vincere due campionati (dalla D alla C1) e riportare entusiasmo. Si dice grazie all'ottimo lavoro del diesse Paolo Giovannini (ora verso Pisa), del team manager Paolo Gianni, che anche lui ha avuto un ruolo importante nel tentativo di salvataggio, al segretario Nicola Benedetti e al dirigente Luigi Viani. Ma ora si guarda avanti. Il Gruppo Storico, che rappresenta i vecchi ultras, non si arrende. A poche ore dalla disfatta societaria, con una grande amarezza, prova a riemerge. Il futuro passa dall'azionariato popolare. E soprattutto da una gestione chiara e trasparente che metta le basi di un progetto di lungo termine per tornare nella serie professionistiche. Anche se sarà più dura risalire la china se ci sarà la riforma della C (prima 76 squadre e poi 60) e il blocco dei ripescaggi. «Alla luce della mancata iscrizione della nostra squadra al campionato di Lega Pro - dice il Gruppo Storico - iscrizione che a nostro avviso sarebbe stata possibile con un maggiore impegno da parte della dirigenza, delle istituzioni e del tessuto imprenditoriale lucchese, comunichiamo che la nostra passione ed il nostro incitamento ai colori rossoneri non sono in discussione e come annunciato al momento della nostra costituzione saremo sempre al fianco della Lucchese Libertas 1905 in qualsiasi campionato. «Siamo assolutamente contrari alla possibilità che i personaggi che hanno portato la Lucchese a scomparire dal calcio professionistico possano continuare, a qualsiasi titolo ed in qualsiasi forma, a gestire la società rossonera. Auspichiamo altresì che alla Lucchese si avvicini solo chi desidera portare avanti un progetto sportivo secondo i principi che una volta animavano questo sport. «Ogni forma di speculazione attorno alla Lucchese che veda interessi economici prevalere su quelli sportivi verrà da noi denunciata ed osteggiata in tutti i modi. Riteniamo che il compito di tutti i tifosi rossoneri sia oggi quello di riprendere in mano le redini del (nostro) gioco e lottare contro le degenerazioni imposte al (nostro) calcio». Dopo questa analisi parte la proposta:re l'azionariato popolare. «Per partecipare attivamente - spiega il Gruppo Storico - nella gestione e nelle decisioni che riguardano la società ed il suo futuro. Partendo dal concetto che la Lucchese è nostra, lo è sempre stata ed è finita per sempre l'illusione di darla in mano al "salvatore" di turno. Raccogliendo quindi attorno alla Lucchese la parte migliore degli appassionati, con lo scopo di riprenderci il nostro calcio, con l'obiettivo di creare un comitato/cooperativa no profit sul modello di quanto fatto a Venezia, Mantova, Ancona (ma anche in Inghilterra e Spagna). E' la nostra occasione per dimostrare il vero attaccamento ai nostri colori, affermare che un altro calcio è possibile e soprattutto, per non mettere la parola fine ad una storia che dura da 106 anni. Come abbiamo cantato tante volte allo stadio "La Lucchese siamo sempre e solo noi". E' giunto il momento di dimostrarlo, con il contributo di tutti».
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