Sicurezza
Bilancio, la giunta appesa al filo dei voti dell'area di centro
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Maurizio Dinelli in consiglio comunale e sotto Giulio Luciani 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Incassata la bocciatura della commissione finanze, ora il bilancio rischia di non passare anche in consiglio comunale. Un epilogo che spaventa il centrodestra e che potrebbe rappresentare la fine anticipata dell'amministrazione Favilla. L'alternativa invece sarebbe rimettere in moto l'intera macchina comunale per poi riuscire a ripresentare una nuova proposta di bilancio preventivo, da consegnare ai consiglieri entro l'11 agosto e da approvare entro il 31 agosto. Una soluzione estrema che costringerebbe Favilla a fare qualche passo indietro e potrebbe aprire nuovi scenari politici, ma che comunque non cancellerebbe lo smacco subito dal centrodestra. Il "no" in commissione sembrava ormai scontato con i due voti di Forza Lucca, Dinelli e Lotti, che si sono sommati ai tre del Pd, Tambellini, Bertini e Garzella, mentre solamente Ramacciotti del Pdl e Garbini dell'Udc si sono espressi a favore. Contemporaneamente invece è stata approvata una serie di ordini del giorno sulla rimozione delle barriere architettoniche, sull'aumento a 14mila euro della soglia di esenzione dell'addizionale Irpef e sulle agevolazioni per la mensa per le famiglie a basso reddito che, se saranno approvati anche in consiglio, andranno a incidere su alcune voci di spesa modificando di fatto il bilancio. La situazione quindi rimane piuttosto delicata e i vari gruppi si stanno muovendo con il pallottoliere per capire se ci saranno i voti necessari per l'approvazione definitiva. Se saranno rispettate le previsioni, il centrodestra avrà fatto saltare il numero legale durante la seduta di ieri sera in modo che stasera si possa ripartire in seconda convocazione con il numero legale fissato a 14 consiglieri in aula. Le previsioni fanno pensare che la maggioranza abbia a disposizione 18 voti sommando quello del sindaco, i 10 del Pdl (assente Lido Fava), i 5 dell'Udc, quello di Giorgio Mura (Centro) e quello di Antonio Trapani, esponente della Lega Nord all'interno di Forza Lucca. Dall'altra parte addizionando gli 11 voti del Pd (assente Piuppani), quello di Antonio Sichi (Sel) e i tre di Forza Lucca (Dinelli, Lotti e De Luca, assente Andreoni) si arriva a 15. Un numero ancora insufficiente al quale potrebbe aggiungersi Giuliana Baudone, esponente del Fli all'interno di Forza Lucca, che vuole comunque attendere l'intervento del sindaco in consiglio comunale prima di prendere una decisione. Ago della bilancia diventeranno i quattro voti di Governare Lucca e di Libertas 2010 che hanno formato un gruppo federato e che hanno annunciato che si presenteranno compatti al momento del voto. E se da una parte il sindaco e altri esponenti della giunta hanno iniziato un pressing con Paolo Bertolucci e Luca Lucchesi per provare a strappare almeno l'astensione, il capogruppo di Governare Lucca Vincenzo Giorgi non si sbilancia, ma fa capire che i margini di manovra sono piuttosto risicati. «A questo punto - dice - il sindaco dovrebbe rivolgersi all'opposizione ammettendo le proprie difficoltà a proseguire il mandato e proponendo un'azione concorde sulle varianti urbanistiche, sullo stadio e sulle fognature da portare avanti negli ultimi mesi della legislatura, in modo da evitare il commissariamento». Per il capogruppo del Pd Alessandro Tambellini «anche se il bilancio dovesse passare resterebbero tutti i nodi politici. Se non dovesse passare bisognerà invece capire cosa vorrà fare il sindaco, ma ci sarebbe un segnale politico di enorme gravità perché una maggioranza che non riesce a votare il bilancio dà segno di mancanza di coesione». Alessandro Petrini (Altro servizio a pag. 2)
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