Il Tirreno

Lucca

Bancarotta, quattro patteggiamenti

Il tribunale Galli Tassi
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Il tribunale Galli Tassi

Chiuso il processo per i soci del calzaturificio Oriente Shoes che erano accusati dalla Procura di aver raggirato i creditori

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 SEGROMIGNO. Si è chiuso davanti al gup Pezzuti con quattro patteggiamenti il processo ad altrettanti soci del calzaturificio "Oriente Shoes" di Segromigno in Monte dichiarato fallito dal tribunale nel settembre 2009. Alfredo Vellutini, 69 anni, ha concordato una pena di 2 anni: era accusato di bancarotta fraudolenta, truffa e simulazione di reato. I suoi familiari Stefano, Giulio e Massimo Vellutini, imputati di bancarotta, hanno patteggiato 1 anno e mezzo.  La storia era iniziata nell'aprile del 2009 quando Alfredo Vellutini era stato accusato di aver fatto sparire calzature per 30mila euro simulando un furto. Secondo le indagini della procura, la «Oriente Shoes» avrebbe accumulato negli anni debiti per circa un milione di euro. Per quanto riguarda il furto di circa 2mila di paia di sandali, gli inquirenti sostenevano che Alfredo Vellutini si fosse tenuto i soldi della vendita delle scarpe, evitando così di pagare i fornitori dai quali mesi prima le aveva acquistate (il calzaturificio SD srl) fingendo di aver subito la visita dei ladri in ditta. I carabinieri avrebbero scoperto che l'anziano titolare dell'attività, conscio di essere sull'orlo del fallimento, aveva deciso di acquistare notevoli partite di calzature di vario genere per un valore di oltre 100mila euro. L'imprenditore - stando alle imputazioni - invece di rivendere le calzature e pagare i fornitori, avrebbe prima stoccato la merce in un capannone, quindi ne avrebbe simulato il furto, sporgendo denuncia. Ma il presunto raggiro era stato scoperto e i carabinieri avevano indagato il socio della "Oriente Shoes". Con il prosieguo delle indagini erano emersi altri particolare. Prima di tutto l'anziano non sarebbe stato l'unico componente il nucleo familiare implicato nella simulazione di reato. Con lui gli altri tre soci, tutti appartenenti alla stessa famiglia, e con quote di diverso peso nella compagine societaria. Oltre alle calzature, infatti, sarebbero anche spariti parecchi soldi che sarebbero invece dovuti servire per pagare i fornitori e non sarebbero stati estinti i mutui contratti dalla società con gli istituti di credito. Il fallimento avrebbe causato un crac per un milione di euro.

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