Trasporti
Non decolla l'Unione dei comuni
Luca Dini
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Una riunione sullarrivo dellUnione dei Comuni (Vip) La comunità montana sparirà e non ci sono certezze per i lavoratori
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CASTELNUOVO. La Comunità Montana sta per sparire e i lavoratori sono preoccupati perché tarda ad esserci un fronte compatto sulla nascita dell'Unione dei Comuni. Si è così tenuta una assemblea di tutti i dipendenti di parte pubblica e forestali dell'ente alla presenza dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali e del presidente Mario Puppa. Erano invitati tutti i sindaci dell'area della Comunità montana per un confronto sul percorso relativo alla cessazione della Comunità Montana e alla sua trasformazione in Unione dei comuni. Scarsa la partecipazione: presenti solo i sindaci di Fosciandora, Castiglione, Careggine. «Nonostante ciò, l'incontro è stato positivo e utile a rimarcare la necessità che i sindaci diano celermente attuazione a quanto deliberato dall'assemblea dell'ente. Si è dichiarato di dare avvio alle procedure di trasformazione della comunità montana in unione dei comuni della Garfagnana, chiedendo alla Regione di garantire all'Unione dei Comuni le deleghe regionali ora esercitate dalla comunità montana - spiega Michele Massari, Cgil -. Ma forse questa prospettiva non trova l'adesione di tutti i comuni, rendendo in quel caso difficile l'integrazione e il collocamento di tutto il personale nelle attività discendenti dalle relative deleghe». L'attribuzione delle funzioni proprie della comunità montana alla futura Unione dei comuni ridurrà i costi di gestione e aumenterà l'efficienza dei servizi. Si ritiene pertanto che una Unione dei comuni formata da tutte le realtà locali potrà rappresentare una effettiva e indispensabile difesa degli interessi del nostro territorio. L'assemblea, facendo riferimento al dibattito ove si tende a confondere la discussione sui "costi della politica" con gli oneri relativi alla funzionalità dei servizi e il valore del lavoro pubblico riferito peculiarmente alle zone montane, difende l'operato dell'ente, ribadendone il ruolo fondamentale in una zona montana, con problemi storici di mobilità, occupazione, carenza di politiche di programmazione e coordinamento che sconta la presenza di micro realtà comunali. La soppressione della comunità montana ormai fatto acquisito, senza la continuità di un'unione dei comuni formata da tutte le realtà, significherebbe l'aumento delle difficoltà già esistenti in materia di programmazione economica, tutela di attività primarie quali l'agricoltura e la forestazione oltre all'impoverimento ulteriore di servizi di primaria importanza per le popolazioni montane locali. «Stiamo cercando di sollecitare gli enti locali alla costituzione dell'Unione dei comuni della Garfagnana - chiude Massari -: siamo preoccupati dei ritardi e delle indecisioni. Ci risulta infatti che la delibera approvata il 28 giugno, sia stata approvata in assenza di diversi comuni. Ci troveremmo, infatti, in situazione di grave difficoltà laddove non si riuscisse a costituire una unione con la presenza di tutti i comuni».
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