Sicurezza
La rabbia dei tifosi: «Sono tutti colpevoli»
Ni.Nu.
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Lattesa spasmodica dei tifosi, uno dei quali con la T shirt Forza Lucchese Ora gli appassionati si chiedono da quale categoria ripartiranno i rossoneri
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LUCCA. Si sentono presi in giro. Sconcertati, increduli, inferociti. «È tutta una farsa» gridano alcuni tifosi rossoneri all'indirizzo di Giuliani e dei rappresentanti della Nice, Bulleri e Montali, all'uscita dal notaio Costantino. È appena saltato l'accordo per il passaggio delle quote. La pietra tombale sulla Lucchese Libertas 1905. L'ex patron Giuliani, che ha provato fino all'ultimo istante a salvare la Lucchese e, perché no, anche i propri interessi personali, va via a testa bassa. Il suo piano è fallito. «Sono scene già viste - dice un tifoso storico, Quinto Bianchini - hanno giocato sulla nostra pelle di tifosi. Tutti hanno responsabilità, anche Giuliani». «E' incredibile, Viareggio prima squadra della provincia, una grande beffa per tutta la città» scrive Riccardo Franchini sul sito Forza Lucchese. Che ha già emesso le sue condanne. Tutti colpevoli. L'ex proprietario Valentini e Giuliani, ma anche le istituzioni, da Favilla a Baccelli. Anche l'imprenditoria lucchese che si sarebbe mossa troppo tardi. Per molti è un dejà-vu. Un parallelo con il fallimento del 2008 targato Fouzi Hadj. Più defilata la Nice, che ha comprato la Lucchese senza pagare un euro. Neppure i 32 mila euro per la tassa d'iscrizione, tirati fuori da Gabriele Giuliani, fratello dell'ex patron rossonero, attraverso una colletta. «Gabriele Giuliani è l'unica persona da salvare, un tifoso vero» dice Paolo Andreini. I tifosi, dopo i cortei in centro e le manifestazioni per salvare la squadra del cuore, attaccano la vecchia proprietà. «La Lucchese è morta per i terreni di San Donato messi a bilancio, una scelta assurda. Ma le responsabilità sono anche delle istituzioni» afferma Luigi Benedetti. Va giù duro il supertifoso Giulio Castagnoli: «Purtroppo avevo già la sensazione che sarebbe finita male. Quando si arriva a questo epilogo le colpe sono di tutti: dalla politica che non deve mettere i soldi, ma vigilare. Questa società creata dal sindaco Favilla e da Moschini fu affidata, secondo le loro intenzioni, ad imprenditori seri. Che nei fatti però hanno dimostrato il contrario. La verità è che la Valore ha smesso di versare. A livello societario le colpe sono da dividersi in base alle quote. La Nice? Ha fatto un teatrino facendo perdere tempo. Ma ormai il danno era fatto. La cessione delle quote doveva essere il primo passaggio, prima dell'iter dell'iscrizione. Giuliani avrebbe dovuto trattare con la cordata genovese. C'è stata molta superficialità». Una fine ingloriosa per l'ultracentenaria società rossonera cancellata un'altra volta dalla geografia del calcio professionistico. Molti tifosi sono comunque pronti a seguire Lucchese anche nei dilettanti. Intanto ieri sera all'Annunziata si sono riuniti i tifosi del Gruppo Storico per decidere iniziative e manifestazioni dopo la sparizione della Lucchese dalla Lega Pro. Adesso la domanda che si fanno è da quale categoria ripartirà la Lucchese. E se Giuliani si farà da parte, come annunciato al Tirreno, chi iscriverà la squadra alla D o nel peggiore dei casi all'Eccellenza? La Nice, sulla carta proprietaria del club, dice di essere intenzionata ad andare avanti. «Non faremo morire la Lucchese» ha dichiarato Maurizio Montali, socio dell'immobiliare genovese. L'amministratore unico Bulleri ha detto che proverà ad iscrivere la squadra alla serie D. Ma chi pagherà i debiti arretrati? Oltre 2 milioni tra emolumenti ai tesserati, fornitori e le due rate (da 500 mila euro) del mutuo che grava sui terreni di San Donato. «Ripartire dalla serie D è possibile, non ci sono preclusioni - fa sapere l'avvocato Menichini dello studio Grassani - ma per essere ammessi in sovrannumero bisogna pagare 300 mila euro di tassa d'iscrizione e avere l'appoggio del Comune. E la pratica deve essere fatta entro 15-20 giorni». Nel 2008, con il sindaco Favilla garante dell'operazione, si ripartì da un nuovo progetto societario. Ed ora che cosa farà l'amministrazione di fronte di un nuovo possibile crac? Se poi la società fosse messa in liquidazione si perderebbe il titolo sportivo. Sarebbe la fine della Lucchese Libertas, perché in base alle norme del calcio c'è la revoca dall'affiliazione Figc. Dovrebbe nascere una società ex-novo. Il marchio sportivo (la Pantera rampante) era stato regalato da Giuliani al Comune.
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