Finanza
Giunta, ora Favilla ha le mani libere
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La riunione con i partiti è saltata. Sembra che non ci sia stato bisogno di organizzarla. I consiglieri comunali hanno dato carta bianca al sindaco: può decidere di azzerare o meno la giunta, a suo piacimento. Qualunque sia la sua scelta, infatti, Mauro Favilla può stare sicuro che la maggioranza gli voterà il bilancio di previsione.
Senza condizioni. La riunione della commissione finanze fissata per stamani, quindi, diventa quasi inutile. Potrà anche non esprimere parere favorevole sul previsionale e forse Favilla non avrà 21 voti per il bilancio, ma ne avrà abbastanza per contrastare i no del centrosinistra e di qualche consigliere di maggioranza, fra i quali ci saranno alcuni (ma non tutti) esponenti di Forza Lucca e forse anche l'ex capogruppo del Pdl, Lido Fava.
Il quale, senza mezzi termini, ha già annunciato che andrà all'opposizione se il sindaco deciderà di tenere in giunta l'assessore alle finanze, Giovanni Pierami, indagato per concorso in corruzione.
Salvo poche eccezioni, dunque, cade l'aut aut dei consiglieri comunali che, in sede di votazione delle nuove aliquote della tariffa dei rifiuti, avevano strappato al sindaco la promessa di dimezzare la giunta, contestualmente all'approvazione del bilancio di previsione. Oggi, il sindaco è libero di fare quello che vuole: di non modificare l'esecutivo, di cambiarlo, di ridurlo.
L'unico versante sul quale più o meno tutti sembrano premere l'acceleratore è quello delle dimissioni di Marco Chiari, l'ex assessore ai grandi progetti che è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta fra presunte tangenti e operazioni immobiliari. Chiari, che non è un novellino della politica, ha capito l'antifona e, per non essere d'intralcio in alcun modo al sindaco, già lunedì sera ha ufficializzato in aula di aver rimesso le proprie deleghe nelle mani di Favilla.
Favilla, quindi, sembra avere le mani libere e tutte le condizioni per poter incassare l'approvazione del bilancio di previsione. Anche se, per evitare sorprese dell'ultima ora, ha fatto mantenere la seduta del consiglio comunale, fissata in seconda convocazione in modo che possa essere valida anche con soli 14 presenti. La sua intenzione, infatti, è di far approvare il documento di previsione prima di partire per le ferie.
E, infatti, ha rifiutato la richiesta di rinvio sul voto avanzata dai partiti di maggioranza, anche se avrebbe potuto accoglierla senza problemi: la settimana scorsa il governo ha spostato al 31 agosto il termine ultimo per l'approvazione dei bilanci degli enti locali.
Anche stasera, dunque, si terrà il consiglio sulle finanze comunali, il terzo della maratona sul bilancio che Favilla affronta con più tranquillità. Per quanto sembra voglia mantenere fede alla promessa di annunciare domani le decisioni prese riguardo alla giunta.
Ignorando i suggerimenti e le proposte dei partiti che, a detta di alcuni consiglieri di maggioranza, non si capisce bene «se esistano ancora o meno. Al contrario, i gruppi consiliari ci sono: per questo il sindaco si relaziona con noi».
Non fosse altro, poi, perché sono i consiglieri comunali che votano i bilanci e non certo i vertici dei partiti. Tuttavia, le forze politiche inviano qualche segnale a Favilla: non sarebbe vista di buon occhio il passaggio della carica di vicesindaco da Angelo Monticelli (Udc) al collega di giunta, Moreno Bruni.
Come non sarebbe vista di buon occhio la riconferma di Pierami. Ma il sindaco va. Sapendo che il bilancio lo porterà a casa, anche se il progetto politico del suo centrodestra è fallito.
Senza condizioni. La riunione della commissione finanze fissata per stamani, quindi, diventa quasi inutile. Potrà anche non esprimere parere favorevole sul previsionale e forse Favilla non avrà 21 voti per il bilancio, ma ne avrà abbastanza per contrastare i no del centrosinistra e di qualche consigliere di maggioranza, fra i quali ci saranno alcuni (ma non tutti) esponenti di Forza Lucca e forse anche l'ex capogruppo del Pdl, Lido Fava.
Il quale, senza mezzi termini, ha già annunciato che andrà all'opposizione se il sindaco deciderà di tenere in giunta l'assessore alle finanze, Giovanni Pierami, indagato per concorso in corruzione.
Salvo poche eccezioni, dunque, cade l'aut aut dei consiglieri comunali che, in sede di votazione delle nuove aliquote della tariffa dei rifiuti, avevano strappato al sindaco la promessa di dimezzare la giunta, contestualmente all'approvazione del bilancio di previsione. Oggi, il sindaco è libero di fare quello che vuole: di non modificare l'esecutivo, di cambiarlo, di ridurlo.
L'unico versante sul quale più o meno tutti sembrano premere l'acceleratore è quello delle dimissioni di Marco Chiari, l'ex assessore ai grandi progetti che è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta fra presunte tangenti e operazioni immobiliari. Chiari, che non è un novellino della politica, ha capito l'antifona e, per non essere d'intralcio in alcun modo al sindaco, già lunedì sera ha ufficializzato in aula di aver rimesso le proprie deleghe nelle mani di Favilla.
Favilla, quindi, sembra avere le mani libere e tutte le condizioni per poter incassare l'approvazione del bilancio di previsione. Anche se, per evitare sorprese dell'ultima ora, ha fatto mantenere la seduta del consiglio comunale, fissata in seconda convocazione in modo che possa essere valida anche con soli 14 presenti. La sua intenzione, infatti, è di far approvare il documento di previsione prima di partire per le ferie.
E, infatti, ha rifiutato la richiesta di rinvio sul voto avanzata dai partiti di maggioranza, anche se avrebbe potuto accoglierla senza problemi: la settimana scorsa il governo ha spostato al 31 agosto il termine ultimo per l'approvazione dei bilanci degli enti locali.
Anche stasera, dunque, si terrà il consiglio sulle finanze comunali, il terzo della maratona sul bilancio che Favilla affronta con più tranquillità. Per quanto sembra voglia mantenere fede alla promessa di annunciare domani le decisioni prese riguardo alla giunta.
Ignorando i suggerimenti e le proposte dei partiti che, a detta di alcuni consiglieri di maggioranza, non si capisce bene «se esistano ancora o meno. Al contrario, i gruppi consiliari ci sono: per questo il sindaco si relaziona con noi».
Non fosse altro, poi, perché sono i consiglieri comunali che votano i bilanci e non certo i vertici dei partiti. Tuttavia, le forze politiche inviano qualche segnale a Favilla: non sarebbe vista di buon occhio il passaggio della carica di vicesindaco da Angelo Monticelli (Udc) al collega di giunta, Moreno Bruni.
Come non sarebbe vista di buon occhio la riconferma di Pierami. Ma il sindaco va. Sapendo che il bilancio lo porterà a casa, anche se il progetto politico del suo centrodestra è fallito.
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