Il Tirreno

Lucca

Cassa, vacilla l'autonomia territoriale

La sede della Cdr Lucca
◗
La sede della Cdr Lucca

Ci potrebbe però essere un esponente della Cdr nel Cda del Banco

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Un vertice nuovo, concentrato al Nord e anche una nuova organizzazione. Cambiamenti in vista per la Crl: se passerà - come sembra - l'idea di riunire sotto un unico cda tutte le banche del territorio del gruppo Banco Popolare, verrà riorganizzato (ma non ridotto, pare) anche il personale.  L'idea - ancora da consolidare - è di liberare quante più risorse possibili da indirizzare verso le «aree commerciali», la concessione di mutui, prestiti alle aziende. In sostanza, la riorganizzazione e la razionalizzazione, che non riguarderanno solo i consigli di amministrazione, sarebbero pensate anche per «andare incontro alle esigenze delle famiglie e delle piccole e medie imprese», i clienti tipici di Crl. L'operazione, secondo quanto trapela da Verona, non verrebbe osteggiata neppure dai sindacati, visto che si potenzierebbero i servizi per la clientela.  Resta, però, da capire quale sarà il peso specifico di Crl all'interno di questa nuova "banca unica" del territorio che BP vorrebbe creare unificando Lucca e le Popolari di Lodi, Verona e Novara sotto un unico cda. Nel quale non dovrebbe mancare un rappresentante del territorio. Un po' poco, però, per garantire un legame stretto fra Cassa del Tirreno e Toscana. Per questo si ipotizza che oltre al cda unico, le banche locali avranno anche un comitato territoriale composto da persone in vista, importanti per la collettività locale. Il compito di questo organismo - ancora non ben definito nei costi e nelle funzioni - dovrebbe, comunque, essere quello di garantire le specificità del territorio e un contatto fra le realtà periferiche e il nuovo cda centralizzato. Come è tutto da vedere. Come è da verificare se, effettivamente, la Crl (di fatto una divisione della nuova "banca unica del territorio") potrà mantenere l'autonomia decisionale che ha avuto finora sull'erogazione di prestiti alle piccole e medie imprese e di mutui alle famiglie.  Non trapela nulla neppure sulla persona che potrebbe rappresentare la Cassa nel cda unificato, anche se non si esclude che questo ruolo possa toccare al presidente attuale della banca, Alberto Varetti, riconfermato al vertice dell'istituto insieme al vecchio cda solo tre mesi fa. Per la città, poter gestire direttamente i contatti con Verona, con un proprio rappresentante, sarebbe un successo non solo a livello di immagine, ma anche di importanza economica. Specialmente in previsione della scadenza del mandato - nella primavera del 2012 - di Andrea Guidi, presidente uscente degli Industriali, che oggi rappresenta la Crl nel consiglio di sorveglianza di Banco Popolare. Insomma, Lucca vorrebbe una persona in uno dei ruoli chiave di Bp. Se riuscirà a ottenerlo è da vedere. Varetti è una figura stimata all'interno del gruppo, ma in questo momento potrebbe non bastare. Potrebbe essere necessaria anche una pressione politica forta: quando la città sia in grado di esercitarla non è dato sapere. Anche perché i rapporti con BP si erano un po' raffreddati quando la Fondazione Crl ha insistito per farsi liquidare il 20% delle quote della Cassa. i.b. (ALTRO SERVIZIO A PAGINA 8)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze