La manifestazione
In quattro rapiscono un giovane
Chiedono il riscatto alla fidanzata ma vengono rintracciati e arrestati
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PORCARI. Per recuperare un credito di tremila euro, per una partita di ketamina rivelatasi un "bidone", hanno rapito un ventiseienne bolognese conosciuto a un rave party e chiesto un riscatto alla fidanzata. Ma la ragazza ha subito avvertito la polizia. E così quattro persone - una di Porcari - sono finite in manette. Ricevuto l'allarme, gli agenti hanno immediatamente inserito nel computer centrale delle forze dell'ordine l'avviso di ricerca. E, dopo circa tre ore, l'auto con a bordo la vittima e i sequestratori è stata bloccata dai carabinieri di San Marcello, grazie alla memoria fotografica di un militare di una pattuglia del Radiomobile: si ricordava di aver visto uno degli occupanti, con precedenti per droga, una settimana prima al rave party di Spedaletto, decidendo così di procedere a un controllo più approfondito. In carcere sono finiti tre uomini e una donna: Luca Matteoni, 46 anni di Porcari, la fidanzata Monica Olivieri, 41 anni, napoletana residente a Lucca, il figlio della donna Francesco Belardo, 23 anni, anche lui originario di Napoli, e Alessio Cindrellini, vicentino, entrambi domiciliati in Lucchesia. Tutti erano già noti alle forze dell'ordine, soprattutto per reati di droga, e risponderanno di sequestro di persona a scopo di estorsione. Il rapimento è avvenuto verso le 19 di sabato nei pressi di Porta Sant'Isaia, a Bologna, dove vivono il ventiseienne e la fidanzata, coetanea originaria di Barletta, entrambi studenti. Ma il retroscena è un "rave party" che si era svolto il fine settimana precedente nei boschi di Sambuca. Alla festa i fidanzati avevano conosciuto due ragazzi spagnoli, che poi avevano ospitato per una notte nella loro casa, e anche i quattro lucchesi. Solo una settimana dopo hanno scoperto del debito, quando i quattro si sono presentati sotto casa della coppia pretendendo da loro la restituzione del denaro intascato dagli spagnoli, che nel frattempo se n'erano andati. A quanto è stato ricostruito, i due spagnoli avevano ceduto per tremila euro ai lucchesi un flacone di ketamina, che poi si era rivelata una fregatura: semplice acqua. «Se non ci dai i tremila euro lo uccidiamo», avrebbero intimato i quattro alla ragazza, dopo avere caricato a forza il ventiseienne sulla loro auto, una Honda Civic blu scuro. Lei è riuscita a procurare in pochi minuti 800 euro, ma i sequestratori, dopo un breve incontro a Porta Saragozza, non si sono accontentati e sono ripartiti portando via il fidanzato. A quel punto, la giovane ha subito avvertito la polizia, che ha fatto scattare le indagini per sequestro di persona, avvertendo la Dda e diramando le ricerche a tutte le forze dell'ordine. Una pattuglia del Norm ha intercettato la Honda sulla statale Porrettana. Erano all'incirca le 21,30. Uno dei carabinieri ha riconosciuto tra gli occupanti un giovane sottoposto a controllo appena una settimana prima, ad un rave party in località Spedaletto. Sospettando che a bordo dell'auto potesse esserci della droga, i militari hanno deciso di effettuare perciò un approfondito controllo. Quando addosso a Belardo è stato trovato un coltello e, in tasca al rapito (che, sebbene agitato, non aveva neppure tentato di chiedere aiuto) un paio di grammi di hascisc per uso personale, i sospetti sono aumentati. I cinque perciò sono stati portati in caserma ed è stato appurato che tutti avevano staccato le batterie dai cellulari: un metodo per non essere localizzati. Quando nel computer centrale del ministero dell'interno è stato inserito il nome del giovane rapito, è scattato l'allarme relativo all'avviso di ricerca. A quel punto i carabinieri hanno capito di avere bloccato i sequestratori. Bolognese, fino a quel momento costretto a tacere per paura, è stato separato dai quattro e ha confermato tutto. I quattro sono stati arrestati per sequestro di persona a scopo di estorsione.
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