Il Tirreno

Lucca

In chiesa svestiti

Turisti sul sagrato di S. Martino (Vip)
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Turisti sul sagrato di S. Martino (Vip)

Persi rispetto ed educazione

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 LUCCA. Capo coperto per le donne in segno di modestia e testa scoperta per gli uomini in segno di rispetto. Un tempo così si entrava in chiesa. Era uno dei tanti modi per rispettare il luogo sacro ed una delle differenze fra i due sessi. Il perché lo spiega S. Paolo nella lettera ai Corinzi: «L'uomo (che prega) non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. Ed infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli». I maschi tutt'ora devono entrare in chiesa senza indossare il cappello, mentre per le signore non è più imposto l'uso del velo sulla testa. Inoltre, anni fa guai a presentarsi nella casa del Signore con le spalle scoperte, gonne troppo corte e abiti succinti. Oggi quelle regole sono andate perse. Ed ecco che spesso nelle chiese si notano ragazze che vestono uno stile da spiaggia. Le mode cambiano, ma il buon gusto dovrebbe restare. A.B.

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