La manifestazione
Il patron è distrutto «Tempi troppo stretti, ora il mio ciclo è finito»
Nicola Nucci
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Supporters delusi e arrabbiati, si prospettano domeniche senza i colori rossoneri (Vip) 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Dopo cinque giorni "Giulianone" rompe il silenzio. Distrutto, deluso, rassegnato. L'ex presidente ha appena gettato le spugna. Esce di scena. Anche di fronte alla possibilità di guidare una seconda rinascita rossonera. Rilevare le quote dalla Nice per tentare di ripartire dalla serie D o dall'Eccellenza non gli interessa. «Se tre anni fa mi avessero detto che sarebbe finita così non ci avrei mai creduto - afferma Giuliano Giuliani -. È incredibile, ma vero. Sono senza parole. Abbiamo tentato di fare il possibile, ma non è bastato». A questo punto sembra tramontare anche il progetto-stadio, visto che la Lucchese sparisce dal calcio professionistico. E all'orizzonte potrebbero esserci anche stracischi giudiziari. Ma che cosa è andato storto? «C'erano difficoltà sul passaggio di quote e poi con la fideiussione. I tempi erano troppo stretti e la banca non ci poteva accordare la fideiussione alle cifre che avevamo. Normalmente per una pratica del genere ci vogliono 20 giorni. Sarebbe servito altro tempo. Invece siamo alla fine. A questo punto è inutile attendere domani (oggi ndr)». In mattinata sembrava tutto ok. I tifosi rossoneri, che l'hanno sostenuto e incoraggiato fino all'ultimo, avevano ripreso a sperare. Ora però l'accusano di averli illusi facendo credere che c'erano ancora speranze di ripartire dalla C1. «Mi spiace tantissimo, mi sento in parte responsabile, anche se in questi anni se dovevo dare 100 ho dato 200. Eccesso di ottimismo? Puà darsi, ma io non ho mai parlato ufficialmente sui giornali. Sono cose che sono state scritte, delle sensazioni. Anche se ci credevamo. Avevamo trovato anche molti imprenditori dispostI ad aiutarci, come sponsor o acquisendo quote. Ma ci è mancato il tempo. Anche le istituzioni e fondazioni bancarie hanno fatto la loro parte. Ora non mi va di aggiungere altro. Nei prossimi giorni ne riparleremo, magari con una conferenza stampa dove spiegare tante cose e ricostruire i passaggi di questa tormentata vicenda che purtroppo si è chiusa nel peggiore dei modi. Un duro colpo per la città». Il problema dunque è stata la fideiussione. E' vero che vi è stata chiesta una copertura integrale di 600mila euro? «I 460mila per saldare gli stipendi arretrati li avevamo trovati. Quanto alla fideiussione bancaria non siamo arrivati a coprire la cifra richiesta. Credevamo di avere le carte in regola. Poi la situazione è precipitata». Avevate parlato con i rappresentanti della Nice per il passaggio di proprietà? «Ci sono tanti aspetti da chiarire. Abbiamo provato a fare il passaggio delle quote, ma non ci siamo riusciti. C'è stata molta confusione e non è dipeso certamente dal sottoscritto». Ha pensato, per riuscire comunque ad iscrivere la squadra e rimanere in C1, di coprire lei le pendenze arretrate e la fideiussione? «Un esborso troppo grande. E poi avrei dovuto mettere io i soldi quando la proprietà è in mano ad un'altra società che oltretutto non ha tirato fuori un euro?». Giuliani è pronto a riprendere la Lucchese in Eccellenza o in D? «No, mi faccio da parte, il mio ciclo è finito».
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