Il Tirreno

Lucca

Giunta, domani la risposta sul rimpasto

Il.Bo.
Il sindaco Mauro Favilla insieme a Franco Fabbri
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Il sindaco Mauro Favilla insieme a Franco Fabbri

I partiti non la vogliono, ma Favilla si sente impegnato con i gruppi consiliari

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LUCCA. Più che i partiti, il sindaco vuole rispettare l'impegno preso con i gruppi consiliari. È a loro, infatti, che ha promesso che dimezzerà la giunta, subito dopo (al più tardi giovedì) che sarà stato approvato il bilancio di previsione. Ma i dirigenti delle forze politiche di centrodestra non sembrano essere di questo avviso. A soli 8 mesi dal voto, preferiscano che la giunta resti com'è.   Per sapere quale posizione prevvarrà - se la giunta dimezzata voluta dai gruppi consiliari o se la giunta non ritoccata come vorrebbero i partiti - ci sarà da aspettare domani, quando è prevista un incontro delle forze di maggioranza con Mauro Favilla. Una riunione che, a 48 ore del voto sul bilancio, dovrebbe servire a «cercare di chiarire la situazione», come ammette lo stesso sindaco.  Alla vigilia di questo incontro, però, Favilla fa sapere di essere «fermo alle richieste che mi sono state avanzate dai gruppi consiliari» nel corso del consiglio comunale convocato per votare le nuove tariffe collegate al bilancio. «Se non cambiano le condizioni - prosegue Favilla - io terrò fede all'impegno di dimezzare la giunta, con possibilità di integrarla a settembre». Con due o anche tre nuovi assessori.  Gli elementi nuovi, però, dovrebbero fornirli in queste ore proprio i vertici di Pdl e Udc che sarebbero intenzionati a rinunciare al rimpasto di giunta, salvo la volontà di ogni singolo partito di cambiare spontaneamente qualche uomo. In sostanza, le due forze di maggioranza chiederebbero solo le dimissioni di Marco Chiari, l'unico assessore indagato per corruzione che sia stato arrestato. Mentre rinuncerebbero a chiedere le dimissioni di Giovanni Pierami, attuale assessore alle finanze, per evitare di avanzare analoga proposta anche per il sindaco, visto che il reato per il quale sono entrambi accusati è identico: concorso in corruzione. E visto che a nessuno dei due sarebbe ancora stato notificato un avviso di garanzia (anche se entrambi hanno ricevuto un avviso di prosecuzione delle indagini). Dettagli a parte, in questa situazione politica ancora caotica sembrano esserci due punti fermi: sono i partiti a pretendere di fare accordi con il sindaco, senza farsi scavalcare dai propri gruppi consiliari; la faccenda di Pierami causerà qualche mal di pancia qualunque epilogo abbia. Se, infatti, resta assessore susciterà dimissioni o passaggio all'opposizione di esponenti del Pdl, a cominciare dall'ex capogruppo LIdo Fava. E le manovre in corso in questi giorni sono tutte per blindarlo nel ruolo: infatti, il coordinamento comunale del Pdl vorrebbe inserirlo in un nuovo gruppo di lavoro a sostegno dell'attività del partito. Anche se al momento non ci sarebbe nulla di deciso in questo senso.  Questo, almeno, è quanto scrivono Letizia Bandoni, Franco Fabbri e Vincenzo Placido, i triumviri del coordinamento comunale del Pdl: «C'è bisogno di chiarezza in politica. Il coordinamento comunale del Pdl è attualmente composto da Letizia Bandoni, Franco Fabbri, Vincenzo Placido. Non è compito statutario del coordinamento nominare altri membri o sostituire i dimissionari perché solo ai due coordinatori provinciali, in seguito a ratifica di quelli regionali, spetta questa possibilità». Nell'assemblea dei quadri del partito, il 5 luglio, alla quale hanno partecipato consiglieri comunali, circoscrizionali, assessori e rappresentanti nelle aziende partecipate «si è deciso - prosegue la nota - di dar vita a una sua rappresentanza permanente a sostegno dell'azione svolta dai tre coordinatori comunali. Tale organismo sarà composto da 2 consiglieri circoscrizionali, 2 rappresentanti che siedono nelle aziende partecipate del Comune, 2 consiglieri comunali, 2 assessori della giunta municipale, 1 rappresentante dei giovani, 1 rappresentante dei senior, 1 rappresentante delle donne. Se e quando la giunta avrà definito la sua rappresentanza allora troverà spazio con 2 esponenti nell'organismo deliberato. Ma nessun soggetto singolo può decidere, se non democraticamente, e nessuna decisione a riguardo può essere oggetto di scambio con situazioni amministrative, che nulla hanno a che vedere con l'organizzazione interna del partito».  Il coordinamento comunale vuole annunciare la composizione dell'organismo di supporto entro la fine della prossima settimana «dando seguito all'unanime volontà dell'assemblea, che ha chiesto con forza - conclude la nota - di allargare la partecipazione politica e di definirne la linea sul territorio, liberi da pressioni e condizionamenti, ripartendo da coloro che hanno lavorato e lavorano per il territorio».

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