Il Tirreno

Lucca

Salta il rimpasto di giunta

Ilaria Bonuccelli
Salta il rimpasto di giunta

I partiti non reclamano più l'azzeramento dell'esecutivo

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LUCCA. Non ci sarà l'azzeramento della giunta. E neppure il dimezzamento. Il sindaco non cambierà gli assessori. Sembra che non ce ne sia più bisogno. Pdl e Udc non glielo chiedono. Vogliono solo arrivare in fondo al mandato, magari con qualche risultato (le fogne) da spendere in campagna elettorale. Alla fine, tutto il terremoto politico accentuato (ma non scatenato) dall'inchiesta in corso sulla corruzione, si risolverà con le dimissioni di un assessore o forse due. Quasi sicuramente se ne andrà Marco Chiari, perché con l'accusa di corruzione è finito in carcere. Ma non è il sindaco a chiedegli di dimettersi: è un gesto spontaneo dell'ex super-assessore che non vuole essere usato per attaccare Mauro Favilla. Appare, invece, assai improbabile che si dimetta l'assessore alle finanze, Giovanni Pierami. La maggioranza non gli chiederà di lasciare l'amministrazione solo perché è indagato per concorso in corruzione: altrimenti dovrebbe rivolgere la stessa richiesta anche al sindaco, accusato dello stesso reato. Se, poi, questo ragionamento non bastasse a metterlo al sicuro, il Pdl riuscirà a blindarlo: è probabile, infatti, che Pierami venga inserito nel coordinamento comunale, per sostituire almeno uno dei due dimissionari (Marco Agnitti e Luca Leone). A sponsorizzare questo iter sarebbero due esponenti del triumvirato del partito: Vincenzo Placido, e soprattutto Letizia Bandoni che con questa mossa, oltre a salvare il posto in giunta a Pierami, metterebbe al sicuro anche il proprio. E, poco importa, che una mossa del genere possa costare qualche dimissione o qualche malumore interno al Pdl (come quello dell'assessore Filippo Candelise). Certo, l'ex capogruppo Lido Fava si dimetterà e passerà all'opposizione, ma alla fine il sindaco avrà ugualmente i voti che gli servono per far passare il bilancio di previsione. I veri oppositori dell'amministrazione - i consiglieri di Forza Lucca - potrebbero, infatti, prendere strade differenti. Chi sicuramente voterà contro il preventivo è il capogruppo Maurizio Dinelli, ma Giuliana Baudone non sembra aver ancora deciso. O meglio: ha deciso di voler sostenere il sindaco, anche se «manca il rapporto fra assessori e consiglieri comunali. Ci sono assessori che vanno per conto proprio e poi si aspettano che i consiglieri comunali li seguano. Ma non funziona così». Tuttavia, per l'esponente del Fli (che è anche consigliere di FL) oggi è prioritario salvaguardare il sindaco, come dirà nelle riunioni di partito e di gruppo di domani. «Al sindaco - osserva la consigliera - serve un supporto reale, quello che finora, salvo poche eccezioni, non ha avuto dalla sua giunta. Perciò bisogna dare un segnale di forte cambiamento alla città, senza, però, dare l'impressione di punire qualcuno». In parole povere, secondo Giuliana Baudone silurare solo 2 o 3 assessori potrebbe dare un senso punitivo al rimpasto. Ma è anche vero che non toccando nessuno e limitando il dimagrimento dell'esecutivo a una o due persone, non si drà quella scossa ritenuta necessaria per gli ultimi mesi di mandato.  L'unica soluzione, dunque, a questo punto, è che Favilla ottenga l'investitura ufficiale dei partiti a non cambiare. Quindi, prima del bilancio, dovrà confrontarsi con i vertici. I quali, a loro volta, parleranno con gli iscritti. Una sponda, in realtà, Pdl e Udc al sindaco l'hanno già data con i documenti approvati nei giorni scorsi. Si tratta di documenti simili nei quali riconfermano il pieno sostegno a Favilla, ai propri consiglieri e ai propri assessori. Tutti. Escluso Chiari.

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