Il Tirreno

Lucca

«Caro Mauro, azzera tutto»

Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli
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Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli

Il presidente della Provincia scrive a Favilla

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 LUCCA. «Caro Mauro, azzera tutto». Operazione parco Sant'Anna, annessi e connessi. E «riparti da zero, non solo su Sant'Anna e nuovo stadio, ma anche con la variante del piano strutturale». Parla, anzi scrive - in una lettera aperta al sindaco Mauro Favilla - il presidente della Provincia Stefano Baccelli. Le sue parole sono come pietre.  «Come credo tu sappia - dice sempre Baccelli rivolto al sindaco -, ti sono umanamente vicino in questi momenti. Capisco il tuo scoramento, per le divisioni interne alla tua maggioranza, per le accuse di immobilismo alla tua amministrazione, per l'inchiesta in corso...».  «Capisco - continua - che per un uomo come te, che ha scritto un pezzo di storia della nostra città, sia un periodo difficile. Quindi comprendo quanto tu voglia dimostrare di essere coerente con le tue scelte passate, motivo per cui, a mio avviso, vuoi, con una certa ostinazione, proseguire nei procedimenti urbanistici in merito a parco Sant'Anna, nuovo stadio e la variante al piano strutturale».  «Al di là delle carte e della loro importanza formale e sostanziale (il mancato rispetto degli standard urbanistici, in particolare per il verde, per un piano attuativo che si intitola "parco", mi pare un paradosso...) la mia assoluta e radicale opposizione a quel piano attuativo mi pare anche chiara ed eclatante. Altrimenti non si capirebbe perché, ad esempio, io abbia sollecitato e sostenuto la candidatura nella mia lista civica "Cittadini per Baccelli" di Umberto Capocchi, allora presidente di quel comitato che si oppone tout court alla realizzazione del "Parco di Sant'Anna"».  Per tutti questi motivi, Baccelli chiede a Favilla di «ripartire da zero rispetto agli strumenti urbanistici: non solo quelli oggetto d'inchiesta, parco Sant'Anna e nuovo stadio, ma anche la Variante del piano strutturale. Ti preciso che una risposta affermativa a questa richiesta è pregiudiziale al dialogo che proponi tra le nostre amministrazioni riguardo ai futuri sviluppi dei vari procedimenti». Perché, secondo Baccelli, «occorre un nuovo corso, una nuova cultura urbanistica, che si apra ad un confronto non solo formale, con cittadini, associazioni, comitati, realtà economiche e sociali di Lucca. Che realizzi davvero, un'idea nuova di città. Che, partendo dai contenuti, chiari e definiti, utilizzi gli strumenti del recupero e non dell'ulteriore consumo di suolo, della qualità architettonica ed edilizia e non dello scimmiottamento di mode e stili avulsi dalla nostra identità, della programmazione pubblica e condivisa e non del rincorrere solo le esigenze e le proposte del mercato».

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