Il Tirreno

Lucca

S. Anna, era un piano da bocciare

Piero Angelini
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Piero Angelini

Angelini: «Non c'erano le quantità commerciali-residenziali»

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 LUCCA. Già nel 2008 il piano del Parco di Sant'Anna non poteva essere adottato. Ne è convinto Piero Angelini, presidente della lista civica Governare Lucca, che contesta la scelta del commissario prefettizio Francesco Lococciolo. Il problema starebbe nella conformità agli strumenti urbanistici allora vigenti e all'Utoe di Sant'Anna, la 3b, che all'epoca avrebbe avuto scarsa disponibilità di quantità residenziali e commerciali/residenziali a disposizione per realizzare l'intero progetto. «Se da una parte è difficile verificare se al momento dell'adozione erano presenti le quantità residenziali necessarie - spiega Angelini - è certo che fin dall'inizio non c'erano le quantità commerciali/residenziali».  Per Angelini tutto questo risulta dalla certificazione data il 27 novembre 2008 dall'architetto Maurizio Tani che attesta che di fronte al fabbisogno di oltre 30mila metri quadrati per il commerciale/direzionale del progetto Valore esisteva una disponibilità di soli 7.042 metri quadrati: «Di conseguenza l'amministrazione ha proposto di approvare il progetto Valore così com'era imputando in gran parte, soltanto in modo fittizio, le quantità edificabili alla funzione di servizi. Una soluzione che poi non è approdata in consiglio comunale e che avrebbe costretto l'amministrazione a ricorrere alla variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico in cui erano state abolite preventivamente le Utoe in modo da poter convogliare sulla 3b le quantità di commerciale e direzionale che mancavano». Secondo Angelini i terreni del Parco di Sant'Anna sarebbero ancora di proprietà comunale perché il loro acquisto non sarebbe mai stato perfezionato da Valore.  Stadio A finire sotto la lente è ancora una volta la bozza di accordo siglata il 25 febbraio 2010 dal sindaco con l'allora presidente della Lucchese Giuliano Giuliani. Un documento che per Mauro Favilla rappresenta solamente un linea d'indirizzo, mentre per Angelini è vincolante per le parti e potrebbe anche acquisire un valore commerciale in caso di messa in liquidazione della società di calcio. «Ora il sindaco ha cambiato radicalmente linea politica in merito all'intervento sullo stadio passando dall'affidamento diretto dei lavori alla gara di evidenza pubblica per l'individuazione del concessionario. Bisogna ricordare che il sindaco non solo ha approvato la bozza di master plan presentata dalla Lucchese, ma anche la bozza di accordo, in base alla quale viene trasferito alla Lucchese il diritto di superficie sul Porta Elisa per 99 anni. Decisioni che hanno creato aspettative per quanto riguarda la ristrutturazione dell'impianto e i suoi ritorni economici, prima nel gruppo Valore, e poi nel gruppo Nice. Non siamo mai stati contro la ristrutturazione e la valorizzazione dello stadio, il cui progetto però dovrebbe essere fatto dall'amministrazione e non dalla Lucchese. Questo per ridurne l'impatto ambientale e l'influenza negativa nei confronti del centro storico. La società di gestione dovrebbe essere partecipata, capace di garantire alla squadra ritorni certi. E in passato abbiamo sempre affermato che queste decisioni dell'amministrazione non servivano alla Lucchese, ma ai gruppi imprenditoriali che la utilizzavano». A.P.

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