Sicurezza
Le accuse dell'architetto: «Via dallo studio Chiari per il sistema di lavoro»
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LUCCA. Non ritratta neppure una parola l'architetto Miriam Baccelli, ex collaboratore dello studio tecnico di Marco Chiari. La professionista riparte all'attacco, nonostante l'annuncio dell'assessore di querelarla per la deposizione resa sulle presunte percentuali che Chiari si sarebbe trattenuto dalle parcelle dei colleghi di studio, in quanto presunto "garante" (da amministratore del Comune) del buon esito delle pratiche edilizie e urbanistiche. E ribatte alle accuse. Compresa quella di aver abbandonato lo studio Chiari per non aver ottenuto la sponsorizzazione per il rimborso dei danni subiti dalla casa dei suoceri durante l'alluvione del 2009. «Sono divertenti - scrive l'architetto - le affermazioni di Chiari sul mio conto. Avrei presentato, come sostiene, una mia pratica usando la carta intestata dello studio di Marco Chiari pensando che questo mi potesse agevolare? Mi sorprende veder scritto da Chiari una inconscia ammissione di possibili agevolazioni delle sue pratiche. La pratica a cui si riferisce è stata redatta interamente da me in maniera completa e corretta durante il periodo in cui ho collaborato all'interno dello studio del geometra e, nel pieno rispetto degli accordi presi, questa, come tutte le pratiche, portavano il logo "Studio Chiari". Collaboravo presso il suo studio, cosa avrei dovuto utilizzare il cartiglio di un altro professionista? Non è da me utilizzare cose che non devo». Una volta interrotta la collaborazione - sottolinea l'architetto - è stata «mia premura informare verbalmente il cliente della mia decisione di lasciare lo studio Chiari per offrirgli la possibilità di scelta. Il cliente è rimasto con me. A quel tempo per il proseguimento della pratica, sulla quale avevo consegnato un integrazione sostituendo gli elaborati grafici con il mio cartiglio, erano ancora necessari vari pareri da acquisire. Se nonostante ciò Chiari è convinto che la mia pratica può essere stata, come lascia intendere, "agevolata" grazie al suo cartiglio sta a lui fare richiesta del giusto compenso per i favori ottenuti e nei modi che meglio crede». Inoltre - aggiunge l'architetto - Chiari fa riferimento «a una mia richiesta di "velocizzare" o in qualche modo "agevolare" la Perizia presentata dai miei suoceri e questo mi fa ancora più sorridere. Non ho mai chiesto a Chiari né favori e né agevolazioni, neppure per una pratica legata a persone a me care. Ma è bene precisare che i miei suoceri non hanno utilizzato la carta intestata di Marco Chiari e quindi non hanno potuto beneficiare di impliciti favori che l'assessore lascia intendere ottenibili». Comunque, l'architetto Miriam Baccelli ribadisce di non aver aver lasciato lo studio Chiari «per questo futile motivo ma per motivi reali che ho reputato riferire agli inquirenti», quando è stata sentita alcune settimane fa.
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