La protesta
Non è ancora stato pubblicato il regolamento modificato dei pubblici esercizi
Negozi di vicinato, per l'estate si continua a mangiare seduti
Alessandro Petrini
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LUCCA. Rimandata a settembre la "rivoluzione" per i negozi di vicinato che vogliono servire da mangiare. Infatti, non è ancora stato pubblicato all'albo pretorio il regolamento dei pubblici esercizi modificato in modo da far sparire contestualmente per i negozi l'obbligo di avere il bagno e la possibilità di far sedere i clienti. Su queste nuove regole il consiglio comunale si è espresso chiaramente con la modifica dell'articolo 17 del regolamento dei pubblici esercizi e ha dato 30 giorni di tempo agli esercenti per adeguarsi alle nuove disposizioni. In sostanza, per far sparire tavoli, sedie e sedute di ogni tipo, in modo da rendere obbligatoria la consumazione in piedi. Sono passati 25 giorni dalla seduta del consiglio comunale che ha cambiato il regolamento, ma allo stato dei fatti, nonostante quella sera fosse passata anche l'immediata eseguibilità della pratica, il regolamento in questione non è ancora in vigore e quindi per il momento non è cambiato ancora niente. Perciò, per i negozi di vicinato, è ancora in vigore l'obbligo di avere i servizi igienici volendo servire da mangiare ai propri clienti. Questo problema si è creato proprio perché il regolamento non è stato ancora pubblicato all'albo pretorio del municipio. E solo dal momento della pubblicazione iniziano a decorrere 15 giorni necessari prima della sua entrata in vigore. A questi, poi, ne seguiranno altri 30 giorni a disposizione per gli adeguamenti e di fatto si può già dire che almeno in questa stagione estiva non cambierà niente rispetto al passato. Una situazione di stallo che per il momento non scontenta nessuno - soprattutto gli esercizi di vicinato che possono mantenere la seduta - ma che toglie qualsiasi certezza per tutti quei commercianti che volessero fare investimenti sulla propria attività. Tuttavia, l'assessore al commercio assicura che la questione dovrebbe essere risolta al ritorno dalle ferie. Salvo ulteriori inghippi amministrativi.
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