Il Tirreno

Lucca

Ente unico per la cultura

Palazzo Ducale razionalizza le risorse

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA Una fondazione unica per la Provincia. Che inglobi tutte le fondazioni partecipate dall'ente. Con questo sforzo di razionalizzazione Stefano Baccelli vuole avviare il suo secondo mandato, cosciente che fondi pubblici, soprattutto a sostegno della cultura, ce ne saranno sempre meno. Ecco, quindi, la proposta di riunire in un unico organismo la fondazione Paolo Cresci per l'emigrazione, la fondazione Mario Tobino, il Centro tradizioni popolari, la fondazione Casa Lucca e Alerr Foundation, ente inizialmente sorto per lo studio delle energie alternative.  L'iniziativa non è solo pensata per razionalizzare le risorse, dai contributi disponibili al personale. È anche vista come il braccio operativo della "cabina di regia", la forma giuridica di quel gioco di squadra di cui tutti - enti e privati - parlano, senza, però, fare mai nulla di concreto per realizzarlo. In questa ottica - sottolinea Stefano Baccelli - la fondazione unica della Provincia «deve essere considerato il primo passo verso la Fondazione Lucca, l'ente unico della cultura verso il quale dirottare tutte le principali istituzioni culturali cittadine, ma di tutta la Lucchesia in genere». Versilia esclusa, perché avrà una propria fondazione culturale autonoma, almeno nei progetti della Provincia.  «L'idea, che verrà applicata anche alla Versilia - specifica Baccelli - è semplice: c'è necessità di riunire in un unico soggetto tutte le fondazioni culturali in modo da razionalizzare risorse e personale, ma anche da creare un soggetto che sia più credibile e accreditabile anche nei confronti di sponsor privati e, soprattutto delle fondazioni bancarie», sempre più indirizzate a finanziare progetti, invece che gli enti. La Provincia - sottolinea ancora il presidente - intraprende «questo percorso verso la Fondazione Lucca, partendo dalla razionalizzazione dei propri organismi. Per essere credibili bisogna dare l'esempio. Per questo ho già dato l'indirizzo politico al dirigente delle partecipate di presentarmi una proposta».  Le difficoltà non mancheranno. «Anche perché - precisa Baccelli - in alcune fondazioni, come quella sull'emigrazione, noi siamo il socio di maggioranza, in altre, invece, siamo presenti con quote minime o figuriamo tra i soci fondatori. Le situazioni sono diverse. Ma non è impossibile arrivare a un'unica fondazione, con un cda di massimo 5 membri, e una struttura molto leggera per gli adempimenti amministrativi e burocratici: penso a poche persone assunte in pianta stabile».  Nel dettaglio - assicura Baccelli - il funzionamento «verrà concordato anche con i soggetti che sono oggi nostri partner nei vari organismi. Penso, ad esempio, alla Camera di commercio, ai Comuni, all'associazione Industriali ai quali proporremo l'ingresso nella fondazione unica. Che potrà avvalersi di comitati scientifici per la programmazione, ma le decisioni verranno prese tutte dal cda».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web