Sicurezza
Un sogno per lo Iam: bus navette con la griffe
Luca Dini
Le proposte di Mainolfi, tra gli organizzatori del festival, per il decennale
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CASTELNUOVO. Il festival International Academy of Music si avvia alla conclusione della nona edizione italiana. Castelnuovo si trova a confrontarsi con New York, dove il festival ha sede da 21 anni, e si prepara al decennale del 2012 per cui gli organizzatori stanno allestendo varie sorprese. I numeri record di questa edizione sembrano essere un roseo trampolino di lancio per il futuro. Il direttore organizzativo, Piero Gaddi, è in prima linea con la Scuola Civica di Musica e vive giorni di gran lavoro e grandi soddisfazioni. L'accoglienza della città colpisce sempre Efrem Briskin, americano ebreo, direttore artistico dell'evento. Alla regia, direttore del programma, c'è invece un napoletano, mezzo americano e mezzo tedesco, Massimiliano Mainolfi, trascinato dall'amore di Piero per Castelnuovo e che adesso vuole che il festival si radichi ancora di più, magari per sempre, in Garfagnana. «Può sembrare strano, ma questo piccolo centro è proprio quello che cerchiamo - dice Mainolfi che ha studiato alla Juilliard School di New York e si è poi trasferito a Monaco di Baviera -; il gemello italiano del grande festival di New York, trova la sua dimensione a Castelnuovo. Sembra una follia, ma è così. Grazie ad amici comuni, ho conosciuto Piero e il progetto compirà 10 anni la prossima stagione. L'accoglienza è ogni anno più globale, tutta la città si tinge dei colori del festival e si respira musica classica in ogni punto. Questo grazie all'entusiasmo delle persone e dei commercianti. Non sarebbe possibile avere questo altrove, figuriamoci in una metropoli come New York. Gli studenti e i docenti si sentono coccolati e benvoluti. Abbiamo lottato per mantenerlo qui perché si deve fare i conti con problemi di natura economica, ma ci siamo ancora grazie al sostegno del Comune e della Provincia che ha sposato vari progetti della scuola. Uno dei segreti del festival è lo staff che cresce ogni anno sia numericamente che in esperienza, e da direttore del programma ne sono orgoglioso». «È uno staff locale - continua -, lo staff della scuola di musica, un potenziale importante per Castelnuovo. Sono il futuro, la base fondamentale perché il festival rimanga qui a lungo». Mentre si festeggia l'edizione record, 85 allievi da tutto il mondo, la mente va già alla decima edizione: «Vogliamo coinvolgere maggiormente tutta la Regione, ma per questo festival è una scommessa già vinta - chiude Mainolfi - si deve e si può sempre migliorare e per i dieci anni ci sarebbe un sogno nel cassetto: avere un progetto di navette, degli Iam bus, per collegare i ragazzi ai vari alberghi per averne di più e coinvolgere non solo Castelnuovo, ma anche i paesi vicini». Nell'anno dei record, sono gli studenti sudcoreani i più presenti, ma altri arrivano da Usa, Sudafrica, Cina, Russia, Giappone, Germania, Messico e naturalmente anche dalle altre regioni d'Italia. «Tante nazioni rappresentate., E tante nuove collaborazioni, come quella con l'Aml e il Boccherini». Domani alle 21 il festival si sposta in Versilia, a Pieve a Elici, con il concerto ospitato dall'Associazione Musicale Lucchese di un trio di musicisti Iam composto da Dmitri Berlinsky, il violinista più giovane nella storia ad aver vinto in età scolare il Premio Paganini di Genova, Suren Bagratuni, violoncellista vincitore in età scolare del Premio Tchaikovsky di Mosca e Massimiliano Mainolfi, famoso pianista oltre che direttore del programma Iam festival.
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