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La lavorazione del tannino riprende, ma a settembre finisce la cassa in deroga

La lavorazione del tannino riprende, ma a settembre finisce la cassa in deroga

Alce, gli addetti sono preoccupati per il futuro Rotte alcune parti dell'impianto: due mesi per ripararle

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 FORNOLI. Si sono rotti gli scambiatori, e c'è voluto del tempo perché i pezzi venissero ricostruiti e sostituiti. Ma intanto, per questo guasto, la lavorazione del tannino (unico ramo del sito produttivo di Alce rimasto attivo da quando la cartiera è cessata e la proprietà cerca di mettere in piedi una nuova società per realizzare la centrale a biomasse) si è interrotta. Due mesi pieni, con lo sconforto dei lavoratori rimasti in cassa integrazione. «La prossima settimana si riprende a lavorare, a turni», annuncia la Rsu Placido Gabelloni.  L'annuncio è positivo, ma nella voce l'entusiasmo un po' smorzato. «La vertenza - ricostruisce Gabelloni - è partita in 3 luglio del 2009, due anni fa esatti. Da due anni siamo in cassa integrazione. Se abbiamo potuto lavorare in tutto qualche mese, da due anni a questa parte, è stato grazie alla lavorazione del tannino». Da maggio 2011, gli operai sono in cassa integrazione in deroga, ma durerà fino all'8 settembre. Poi dovranno essere decise altre misure per sostenere loro e le loro famiglie.  Il guasto agli scambiatori, nell'impianto di produzione del colorante naturale (ricavato dal legno di castagno, viene venduto alle concerie per colorare le pelli) non ci voleva. Ha oscurato qualsiasi possibilità di guadagno aggiuntivo alla cassa integrazione per due mesi, oltre che comportare, anche per l'azienda, l'onere di sostituire i pezzi. «Gli scambiatori - continua Gabelloni - sono stati rimossi e ricostruiti di sana pianta. Erano di un'altra epoca, non ce ne sono di uguali in commercio».  Dall'inizio della vertenza ad oggi, i lavoratori sono gradualmente diminuiti. Da oltre cento che erano oggi, spiega il sindacalista, sono sui 75: qualcuno se ne è andato, qualcuno ha raggiunto la pensione. Nei rimanenti, di ottimismo ad oggi se ne percepisce poco.  La nuova società per realizzare la centrale ancora non risulta costituita (e lo slittamento a ottobre del ricorso al Tar contro la centrale potrebbe contribuire ad allungarne i tempi). Ma intanto, dice Gabelloni, «è stato costruito un impianto propedeutico alla centrale, un investimento sui 300mila euro, che strizza il legno detannizzato e lo sbriciola. Servirà in futuro per alimentare la centrale». Barbara Antoni      Se.Ver.A. La Fit Cisl chiede un tavolo   LUCCA. La Fit Cisl interviene sulla grave situazione in cui versa Se.Ver.A e chiede che «venga aperto un tavolo che riunisca tutti i comuni della Garfagnana, con la Provincia capofila, per discutere il futuro dell'azienda una volta per tutti. Non possono essere i dipendenti e le famiglie a subire gli effetti delle responsabilità di questa catastrofe».  «Da parte nostra - continuano i sindacalisti - abbiamo rivolto appelli ai nostri amministratori perché si trovasse l'unità politica indispensabile a risolvere i problemi che stanno mettendo in grave difficoltà Se.Ver.A, realtà la cui situazione interessa l'intera comunità della Garfagnana».

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di Redazione web