Finanza
«Sono state ribaltate tutte le accuse»
L'avvocato Campo: «L'architetto Ruggi è stato riabilitato» L'avvocato Velani: «L'ingegner Ferro non ha commesso reati»
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LUCCA. Non tutti i difensori parlano. Enrico Marzaduri e Carlo Di Bugno preferiscono dare spazio al loro assistito Marco Chiari che per stamani annuncia una conferenza stampa a palazzo Orsetti. Soddisfatto l'avvocato Maurizio Campo (nella foto) il cui assistito è l'architetto Luca Antonio Ruggi. «Ho appena terminato di esaminare le motivazioni del Tribunale della Libertà del quale deve apprezzarsi in primo luogo lo sforzo argomentativo dispiegato e profuso a 360 gradi. Il Tribunale non si è limitato infatti ad escludere la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza con riferimento al reato principale ascritto al preteso corruttore e al preteso corrotto, ciò che avrebbe potuto far ritenere assorbita da tale preliminare valutazione la disamina della posizione del mio assistito, additato dall'accusa come mero concorrente nel reato. «Il Tribunale - spiega Campo - non si è accontentato di tale comunque assorbente profilo ed ha, in perfetta sintonia con la prospettazione difensiva, analizzato anche la condotta dell'Arch. Ruggi della quale è stata riconosciuta la piena liceità, evidenziando peraltro che lo stesso non avrebbe potuto comunque ed in ogni caso essere consapevole di un eventuale accordo corruttivo intercorso tra i soggetti principali dell'indagine. Grazie a questa approfondita motivazione ritengo che sia stato reciso ogni possibile collegamento tra la persona del mio assistito, pienamente riabilitato, e condotte altrui che, seppur non costituenti illecito non sembrano, stando a quanto motiva l'ordinanza, essere state ispirate da grande senso etico». Parla di ordinanza che accoglie del tutto le tesi difensive l'avvocato Luigi Velani che con il collega Stefano Del Corso di Pisa difende l'ingegner Andrea Ferro: «Il Tribunale chiarisce che non vi è alcun elemento in base al quale affermare che Ferro ha tenuto la condotta ipotizzata dall'accusa. Le tesi della Procura sono state ribaltate e i giudici fiorentini dicono che i rapporti intercorsi tra i protagonisti di questa vicenda giudiaria sono stati legittimi e basati su normali scambi professionali. L'ordinanza del Riesame afferma che il mio assistito non era un veicolo di tangenti. Insomma, è stata confermata a pieno titolo la bontà dell'impianto difensivo».
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