Sicurezza
Shock anafilattico
Muore dopo un'agonia di 40 giorni
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LUCCA. E' morto nel reparto di rianimazione dopo un'agonia durata 40 giorni. Vittima di uno shock anafilattico che ha poi provocato conseguenze letali. Ma il figlio dello scomparso, ricordando il padre, chiama in causa i medici, sostenendo che non sono riusciti a salvare il genitore. La vittima è un uomo di 60 anni, che oltre un mese fa fu portato in ospedale perchè in preda a uno shock anafilattico, conseguente a una iniezione. Il direttore sanitario dell'Asl 2, Lisandro Fava, ricostruisce l'accaduto: «Il paziente, già con pregressi problemi di tipo respiratorio, è arrivato di sera in pronto soccorso con evidenti segni di reazione allergica. E' stato immediatamente trattato e in pochi minuti sono intervenuti gli specialisti interessati alla problematica. La situazione è però peggiorata in maniera rapida fino ad arrivare all'arresto respiratorio. Sono state effettuate le manovre rianimatorie e successivamente l'uomo è stato trasferito nel reparto di Rianimazione dove, nonostante una prolungata terapia intensiva, è deceduto l'altra notte». «Il nostro personale - conclude Fava - ha quindi attuato le procedure e le terapie previste in questi casi ma il peggioramento del quadro clinico, prima del ricovero in rianimazione, è stato particolarmente repentino, come purtroppo può avvenire in soggetti che evidenziano una grave reazione allergica».
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