Il Tirreno

Lucca

«Mai scoperte mazzette Tani ha agito sempre con buona fede»

Da sinistra, l’architetto Tani con l’assessore Chiari allo stadio
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Da sinistra, l’architetto Tani con l’assessore Chiari allo stadio

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LUCCA. Ha sempre agito «in assoluta buona fede». Non è mai ricorso ad «artifizi e raggiri» per far tornare i conti del cemento, dei metri quadri ancora a disposizione per nuovi appartamenti. E non avrebbe mai preso tangenti. Il Riesame sembra non avere dubbi: non solo l'architetto Maurizio Tani non doveva essere arrestato, neppure doveva essere accusato di falso e corruzione.  Riguardo alle «asserite dazioni di denaro e alla presunta consapevolezza da parte di Tani dell'accordo corruttivo fra l'assessore ai grandi progetti Marco Chiari e Giovanni Valentini (ex amministratore della società immobiliare Valore) - scrive il Riesame - risulta assolutamente carente nella motivazione la descrizione dei gravi indizi di colpevolezza. Nell'ordinanza (di arresto) non sono state individuate dazioni di denaro o altra utilità da Valentini a Tani». Tanto meno - specifica il Riesame - si può considerare una tangente «la concessione, il 3 settembre 2010, di un abbonamento con tessera Vip per assistere alle partite della Lucchese». Oltretutto - ribadisce il Riesame, «nemmeno emerge da alcuna parte che Tani sia stato accondiscendente o abbia tenuto comportamenti di favore con l'assessore Chiari finalizzati a favorire gli interessi della Valore spa». Perfino le conversazioni intercettate con Chiari e con Valentini, secondo il tribunale fiorentino servirebbero semmai a dimostrare l'estraneità di Tani ai fatti, non il suo coinvolgimento. E la conclusione del Riesame è che la Procura non abbia offerto «prova dei gravi indizi di colpevolezza di Tani né per il progetto Parco S. Anna, né per il progetto dello stadio Porta Elisa, né per gli altri progetti attinenti alla realizzazione di un distributore di carburante e di un parco fotovoltaico in località San Donato» nei terreni dove la Lucchese calcio (di cui Valore era socia all'80%) voleva anni fa costruire il nuovo stadio. STADIO La volontà di ristrutturare il Porta Elisa - scrive il Riesame - risaliva alla delibera con cui il consiglio comunale il 16 luglio 2009 dava «mandato alla giunta di procedere concretamente alla riqualificazione dello stadio. In tale delibera già veniva individuata la via, del tutto legittima, di adottare come strumento urbanistico il masterplan accompaganto da una variante urbanistica, che avrebbe consentito tempi più veloci evitando di riportare il progetto in consiglio comunale, essendosi giù formata una compatta volontà di tutte le forze politiche». Che la scelta del masterplan - evidenzia il Riesame - sia «riconducibile alla volonrà di favorire un privato (Valentini) è solo una volontà rappresentata dagli esposti di Governare Lucca».  Dalle telefonate intercettate fra Tani e il cugino, l'ingegner Lisandro Gambogi, conclude il Riesame non risulterebbe «alcun accenno da cui potersi desumere un possibile atteggiamento di compiacenza verso Valentini al fine di ottenerne guadagno o nella "consapevolezza" di poter, come ritenuto dal Gip, di poter partecipare al guadagno che nel avrebbe potuto avere Chiari». S. ANNA Per il Riesame vale lo stessto ragionamento - niente atteggiamento di condiscendenza verso Valentini - anche per il progetto di S. Anna. Il dirigente, intercettato, infatti ribadisce la correttezza del parere rilasciato al Comune dal professor Giuseppe Stancanelli per recuperare la superficie necessaria a salvare il piano, adottato nel 2007 dal commissario prefettizio, scaduto nel 2009, reinserito nella variante di minima al piano strutturale e non ancora approvato in sede definitiva.

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