Sicurezza
Il Parco di S. Anna non andava approvato
Angelini (GL) contesta le affermazioni dell'avvocato Toscano
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LUCCA. Sono «francamente discutibili» le argomentazioni dell'avvocato Toscano che ha difeso la legittimità di tutte le procedure seguite dall'amministrazione comunale, sia per il Parco di S. Anna che per le varianti al regolamento urbanistico. Lo sostiene Piero Angelini, il leader del movimento Governare Lucca. Angelini dice che le argomentazioni da contestare sono tante. A iniziare dal falso in atto pubblico. «È noto che il Piano strutturale del Comune aveva fissato, in maniera inderogabile in 400mila metri quadri le quantità residenziali. La Relazione di monitoraggio del 15 dicembre 2009 ha portato il residenziale a 534.675 metri quadri, con un aumento di oltre 134.000, senza dare alcuna spiegazione. È evidente che, per chiarire che non c'è falso, è necessario indicare il meccanismo giuridico in base al quale sia stato possibile effettuare legittimamente una tale operazione. Toscano ricorda semplicemente che una tale operazione Tani l'aveva già fatta nel 2008 (fatto non vero), come se questo costituisse una spiegazione accettabile. Per quanto riguarda le due Varianti, a suo avviso legittime, l'avv. Toscano ricorda soltanto che si sarebbe trattato di "volumi spostati" da una Utoe all'altra, secondo quanto consigliato dall'avv. Stancanelli dopo gli sforamenti accertati. Ma l'avv. Toscano non dice che l'amministrazione ha scelto in violazione di tutte le norme urbanistiche, la strada della riduzione a una delle 17 Utoe, che le permetteva di gestire, a sua discrezione, il "tesoretto" delle aree edificabili, sia per il residenziale che per il commerciale/direzionale. Quanto all'approvazione del Parco di S. Anna, per Toscano doverosa, ripetiamo quanto detto da tempo: che non poteva essere approvato (e neppure adottato) per moltissime ragioni, ma soprattutto per il fatto che, fin dalla sua presentazione, mancavano nel Regolamento urbanistico le quantità residenziali/commerciali per il suo rilascio (8618 mq, di fronte ai circa 35.000 mq necessari). L'amministrazione, invece di proporre di bocciare il Piano, come era suo dovere, ha sempre spinto per la sua approvazione, facendo leva sul timore (per noi infondato) della richiesta di danni; e, purtroppo, si è attrezzata di recente per soccombere: cambiando illegittimamente lo Statuto (soltanto nostra la resistenza) ha trasferito dal sindaco ad un funzionario il compito di decidere se resistere in giudizio».
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