Il Tirreno

Lucca

Avanti con la variante di minima

Il sindaco Mauro Favilla (Vip)
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Il sindaco Mauro Favilla (Vip)

Il sindaco Favilla scrive ai consiglieri comunali e spiega cosa si deve fare

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LUCCA. Stadio Porta Elisa e varianti di minima a piano strutturale e regolamento urbanistico, il sindaco Mauro Favilla spiega cosa farà la sua amministrazione. Lo spiega con una lettera aperta inviata ai consiglieri comunali. Stadio L'amministrazione - dice Favilla - ritiene che il consiglio comunale possa procedere all'esame delle osservazioni alle varianti, ricevute nello spazio di tempo ad esse dedicato, e assumere una decisione ultimativa e cioè: o approvare in via definitiva la variante stessa o revocarla. «Naturalmente, l'approvazione definitiva si giustifica se la Lucchese rimane iscritta al campionato. In caso contrario diventa un atto inutile, perché cessa di esistere l'esigenza di uno stadio funzionale. L'eventuale passo successivo sarà una gara ad evidenza pubblica per l'aggiudicazione della concessione dei lavori».  Varianti «I rilievi avanzati dall'autorità giudiziaria - spiega Favilla - si riferiscono alla determinazione delle previsioni quantitative degli atti che sono precedenti alle attuali varianti. La variante al piano strutturale assume il carattere di atto formativo di un nuovo strumento urbanistico: le rispettive previsioni quantitative hanno solo un riferimento teorico ai precedenti ed hanno una valenza autonoma.  Pertanto, come nuovo provvedimento urbanistico può essere oggetto di eventuali rilievi di carattere amministrativo.  Ed infatti le due varianti sono state oggetto di osservazioni e rilievi da parte della Regione e della amministrazione provinciale, oltreché di enti, comitati, associazioni, aziende e singoli cittadini, così come prevedono le leggi. Pertanto l'amministrazione comunale intende che il primo passo da compiere sia quello di procedere a verifiche con la Regione e la Provincia sui rilievi formulati allo scopo di raggiungere una intesa preventiva - se possibile - sul contenuto di tali provvedimenti urbanistici. Si intende ricordare che tali provvedimenti hanno un carattere propedeutico, rispetto alla formulazione di un nuovo piano strutturale di lungo periodo. Infatti in essi non sono contenute previsioni di nuove aree da edificare rispetto al vigente regolamento urbanistico, (salvo l'intervento di edilizia pubblica).  «Nella variante di minima è stato adottato il criterio di tenere conto delle decisioni positive già assunte dal consiglio comunale e in conseguenza della adozione di tale criterio è rimasto salvaguardato il piano norma 5 (S. Anna), che è l'unico a prevedere utilizzazioni di aree oggi scoperte. In attesa di un chiarimento con la Regione esso potrebbe essere estrapolato, procedendo sulle restanti disposizioni.  «L'approvazione definitiva delle varianti di minima - dice il sindaco - è atto necessario al fine di raggiungere diversi scopi: riattivare i vincoli sulle aree destinate a opere pubbliche per consentire - ove necessario - l'esproprio delle aree; bloccare la nuova edificazione al di sopra dei tetti massimi stabiliti, in quanto in assenza di tali strumenti i diversi proprietari di aree, che sono edificabili secondo il vecchio regolamento urbanistico, avrebbero diritto a utilizzare le relative potenzialità edificatorie, superando così oltreché il limite di ogni singola Utoe anche il limite massimo consentito dal vigente piano strutturale, in quanto è stato accertato che le previsioni e le indicazioni cartografiche del regolamento urbanistico superano nella loro potenzialità, applicando i parametri urbanistici previsti, i limiti quantitativi previsti dal piano strutturale; ciò si verifica, per lo meno, nel caso alcune particolari destinazioni; per consentire ai proprietari di intervenire anche sugli edifici esistenti, nei casi in cui sia previsto che ciò debba avvenire attraverso lo strumento del piano attuativo in quanto in tali casi la decadenza quinquennale della previsione di piani attuativi contenuti nel regolamento urbanistico non consente neppure l'intervento sull'edilizia preesistente.  «L'amministrazione comunale ritiene necessario non abbandonare la via intrapresa, sia pur correggendo - ove occorra e sia condiviso - quanto già contenuto nelle varianti stesse».

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