Il dolore
Favilla: «Credo che sia la soluzione migliore, viste le osservazioni della Regione»
Pronti a congelare S. Anna
i.b.
Il piano potrebbe essere tolto dalla variante urbanistica
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LUCCA. Congelare il piano di S. Anna. La costruzione del nuovo quartiere - case, negozi, albergo - lungo viale Einaudi. Secondo il sindaco, Mauro Favilla, sarebbe questa la soluzione più semplice alla luce dei fatti accaduti negli ultimi due mesi: l'inchiesta sui presunti legami fra corruzione e operazioni immobiliari e la presa di posizione della Regione contro questo intervento. Con le osservazioni alla variante al piano strutturale, adottata a gennaio, infatti, Firenze sostiene che il progetto del "Parco di S. Anna" non sia compatibile con le previsionidi sviluppo urbanistico definite dalla stessa Regione con il piano di insediamento territoriale (il Pit) né con quelle definite dalla Provincia tramite piano territoriale di coordinamento (Ptc). Se c'è un dato di cui in questo momento Favilla è certo è che non ha alcuna intenzione di andare a uno scontro frontale con Regione o Provincia sulle questioni urbanistiche. Tanto più che la variante è stata messa sotto speciale osservazione dalla procura: «Non è intenzione dell'amministrazione comunale - conferma il sindaco - andare a uno scontro con gli enti. Avvieremo un confronto e cercheremo soluzioni. Anche se, ci tengo a precisarlo da subito, la nostra variante al piano strutturale non aumenta le volumetrie residenziali di un centimento quadrato, con l'eccezione delle previsioni per le case popolari». In particolare - insiste Favilla - «su S. Anna non è stato previsto un metro cubo in più di quello che non fosse già contemplato dal regolamento urbanistico. Alla luce di questi dati, ribadisco che la nostra è una variante di minima, anche se la procura non la ritiene tale». Non c'è solo questo. Il sindaco evidenzia che la variante in questione «sia un provvedimento nuovo, a sé stante rispetto agli atti che la procura contesta. Comunque arriveremo a un chiarimento. Non consideriamo, infatti, questa variante come un atto immodificabile. Dovrà essere valutato alla luce di tutti i nuovi eventi, comprese le osservazioni di Provincia e Regione». Prima di dire che il piano di S. Anna - recuperato proprio con questa variante di minima - verrà cancellato in modo definitivo, Favilla ribadisce che la soluzione «migliore sarebbe quello di congelarlo». Questo consentirebbe all'amministrazione di prendere tempo per vedere anche come finisce l'inchiesta della Procura e di portare, però, avanti contestualmente la variante. Arrivando all'approvazione definitiva. Ritirarla, infatti, significherebbe resuscitare il regolamento urbanistico del 2004 che ha fatto superare i limiti di edificabilità imposti dal piano strutturale. E, quindi, di dare di nuovo la stura al rilascio delle concessioni edilizie. Resta da vedere, però, se Valore spa - che è ancora proprietaria dei terreni a S. Anna - sarà d'accordo con questa linea. O se, invece, non accetterà il nuovo rinvio, dando seguito alla diffida del 2009 e presentando una causa per danni contro il Comune. Questa volta di 30 milioni e non di 20 come due anni fa.
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