Il Tirreno

Lucca

Il Riesame sconfesserebbe la Procura: non sarebbero stati falsificati dati sui volumi per favorire Valore

Chiari e C. non hanno commesso reati Tramonta l'ipotesi della corruzione

Ilaria Bonuccelli
L’architetto Maurizio Tani ex dirigente del settore urbanistica del Comune
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L’architetto Maurizio Tani ex dirigente del settore urbanistica del Comune

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LUCCA. Il trattamento di favore ci potrebbe anche essere stato, ma non sarebbe un reato. Di sicuro non si può classificare come corruzione. Al massimo si può parlare di abuso di ufficio. Il falso, invece, sarebbe escluso. Il tribunale del Riesame impiegherebbe una quarantina di pagine per smantellare - così pare - l'inchiesta della Procura sugli intrecci presunti fra operazioni immobiliari e tangenti (sotto forma di incarichi) che ha travolto politici, funzionari pubblici, imprenditori e professionisti.  Il condizionale, in queste ore, è ancora d'obbligo: infatti, i difensori non hanno in mano le motivazioni della sentenza del Riesame. E in pochissimi le hanno lette. Una copia è arrivata per fax al tribunale che ieri si è riunito per decidere sul dissequestro dei beni bloccati a Valore spa. Ma da quanto emerso nel corso dell'udienza, parrebbe che il Riesame non riscontri alcun nesso «causale» fra gli incarichi, effettivamente assegnati, e le operazioni immobiliari.  Con la sentenza che ha rimesso in libertà gli indagati principali, dunque, il Riesame entrerebbe anche nel merito dell'impianto accusatorio. E riterrebbe che non ci siano gli estremi per accusare di corruzione l'ex assessore ai grandi progetti, Marco Chiari, l'ex dirigente comunale all'urbanistica, Maurizio Tani, l'ex presidente della commissione ambientale comunale, Andrea Ferro, l'ex amministratore della società immobiliare Valore di Prato (nonché ex azionista di maggioranza della Lucchese calcio) e l'architetto Luca Antonio Ruggi, socio dello studio professionale di Chiari. In sostanza, a detta del Riesame non esisterebbe la "cricca" che, secondo la Procura, in cambio di tangenti (incarichi professionali) avrebbe lavorato per far andare in porto le operazioni immobiliari del gruppo Valore: la trasformazione dello stadio in un centro polifunzionale e la costruzione di un nuovo quartiere a S. Anna. O, comunque - sempre a detta del Riesame - se anche la "cricca" esistesse, non avrebbe tenuto comportamenti illeciti per favorire l'adozione delle varianti urbanistiche che, con spostamento di superfici residenziali e volumi, renderanno possibili l'intervento sullo stadio e a S. Anna.  Per capire meglio il senso della sentenza, le motivazioni dovranno essere lette con attenzione sia dalla difesa (che ieri appariva assai ottimistra) sia dalla Procura che si preparerebbe a ricorrere in Cassazione. Il tribunale della libertà, infatti, non si sarebbe limitato a negare l'esistenza dei presupposti per la carcerazione di Chiari e Tani e per gli arresti domiciliari di Ferro, Valentini e Ruggi. Avrebbe anche certificato che Tani non avrebbe falsificato i dati (del monitoraggio urbanistico) su superfici e volumi ancora disponibili o recuperabili, alla base delle varianti sotto osservazione.  Inoltre - direbbe il Riesame - gli atti all'origine della vicenda (piano strutturale e regolamento urbanistico) verrebbero da molto lontano: dal 2001 e dal 2004. Troppo lontano per metterli in relazione con gli incarichi dell'anno scorso per i membri della presunta "cricca". Per quanto, la variante dello stadio sia stata adottata dal consiglio comunale a metà ottobre 2010. E quella al piano strutturale - funzionale sia all'operazione Porta Elisa e all'operazione S. Anna - il 17 gennaio di quest'anno.  Il Riesame, però, avrebbe seguito la ricostruzione degli eventi effettuata, tramite atti amministrativi, dall'avvocato Giuseppe Toscano, legale di Valore spa. Il quale ha fatto presente che il Comune ha iniziato a parlare di spostamento di volumi edificabili da una zona all'altra del territorio, solo dopo il parere favorevole dall'avvocato amministrativista Giuseppe Stancanelli. Non solo. Il Riesame riterrebbe che il Comune sia stato costretto a trovare una soluzione per recuperare il piano di S. Anna (scaduto nel 2009 con il regolamento urbanistico) per evitare una causa da 20 milioni prospettata da Valore spa a giugno 2009. Di fronte al rischio di dover pagare quei soldi e di doverne rispondere alla Corte dei conti, il Comune avrebbe ideato la variante urbanistica con spostamento di volumi. Inoltre, per il Riesame, sarebbero incomprensibili tangenti basse (incarichi da poche migliaia di euro) per operazioni immobiliari del valore di 150 milioni di euro.  In questo quadro, il Riesame ritiene Ferro estraneo a ogni fatto. Secondo gli atti esaminati, infatti, il professionista sarebbe stato utilizzato da Chiari solo per vantare un rapporto importante con il figlio del presidente del tribunale.

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