Finanza
Acquistate 25 case da affittare a canone calmierato
Paola Taddeucci
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Cento case per chi è difficoltà: nuovi poveri, giovani coppie, anziani soli o immigrati. Di queste 58 saranno disponibili entro pochi mesi a canone calmierato. E' la prima tappa del progetto "Per una rete dell'alloggio sociale", unico in Toscana e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio d'intesa con la Provincia, la Fondazione Casa, la Regione Toscana e la diocesi. L'acquisto dei primi 25 alloggi è stato perfezionato dalla Fondazione Crl proprio in questi giorni, come hanno spiegato Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione Crl e Stefano Baccelli, presidente della Provincia, durante la conferenza stampa di presentazione. A Lucca le case sono 12 e si trovano in via Vecchia Pisana a San Donato: si tratta di un vecchio condominio comprato per 1,9 milioni di euro. 8 abitazioni, costate 1 milione e 160mila euro, sono a Porcari, in via Fossanuova, mentre 2 sono a Dezza (Borgo a Mozzano) e sono state acquistate per 330mila euro. 3 appartamenti, infine, in via della Stazione a Mologno (Barga): costo 480mila euro. Sarà invece perfezionato entro l'autunno l'acquisto di altri 28 alloggi, dei quali 10 si trovano in via Lombarda a Lammari (prezzo 1 milione e 320mila euro), 8 a Tempagnano (Lucca) e altri 10 a Massarosa. Questa case - tutte già esistenti e la gran parte delle quali rimaste finora invendute - saranno le prime ad essere assegnate, probabilmente entro l'inizio del 2012, ad affitto calmierato, cioè con un canone che andrà da un minimo di 230 a un massimo di 400 euro al mese. L'assegnazione verrà regolata da un bando che dovrà essere emanato dai singoli Comuni e terrà conto di vari parametri, tra cui reddito, nucleo familiare, situazione lavorativa. «Non a caso - ha spiegato Lattanzi - questo progetto si chiama Rete dell'alloggio sociale. Quello che vogliamo creare, infatti, è una rete di sostegno per aiutare le famiglie e i singoli che, pur avendo una fonte di reddito, non guadagnano così poco da poter accedere ai bandi per l'assegnazione di una casa popolare, né abbastanza per permettersi l'affitto di un alloggio offerto dal mercato». Grazie a questo primo investimento - complessivamente 8 milioni di euro - e in virtù del vincolo di 25 anni rispetto al canone sostenibile, la Fondazione Crl otterrà dalla Regione un contributo di circa 4 milioni che l'ente bancario darà alla Fondazione Casa per l'acquisto e la ristrutturazione di un'altra cinquantina di alloggi di proprietà della diocesi e di enti pubblici e privati. Una parte di questi edifici verrà assegnato ancora a canone calmierato (si parla entro 18 mesi), gli altri saranno alloggi di transizione da utilizzare per le emergenze abitative. «Una valvola di sfogo - ha detto Baccelli - per tutti i Comuni che, negli ultimi mesi, si sono trovati di fronte a un numero di casi di emergenza abitativa senza precedenti. Il problema dell'emergenza abitativa rappresenta, anche nella nostra provincia, una criticità ormai strutturale, che la crisi economica rischia di far esplodere in maniera preoccupante. Il problema dei nuovi poveri sta crescendo a dismisura. Ed è anche a questa nuova categoria sociale che si rivolge il progetto». Sia Lattanzi che Baccelli hanno sottolineato, infine, gli elementi qualificanti del progetto. «L'acquisto degli appartamenti - hanno detto - permette di eliminare dal mercato numerosi immobili invenduti, dando così una boccata d'ossigeno alle imprese edili. La ristrutturazione degli altri edifici, inoltre, consentirà di dare lavoro a numerose ditte, artigiani e fornitori di servizi, creando nuova economia e sostenendo così l'occupazione. Infine questa operazione non prevede consumo di nuovo suolo e consente una distribuzione delle abitazioni a macchia di leopardo, cioè su tutto il territorio provinciale, senza creare sacche di disagio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
